ECONOMICA-I rischi della perentoria discesa del debito prevista da Renzi

venerdì 24 aprile 2015 11:19
 

di Luca Trogni

MILANO, 24 aprile (Reuters) - Un debito pubblico che deve scendere a ogni costo in rapporto al Pil. E' quello italiano che, invece, sale ininterrottamente dal 2008. L'anno prima, la cura senza sconti di Tommaso Padoa Schioppa lo aveva riportato sotto la simbolica quota 100. Il debito pubblico italiano era tornato a valere meno dell'economia nazionale. Qualche mese dopo quel risultato, la crisi mondiale innescata dal fallimento di Lehman Brothers spinse nel giro di due anni il debito oltre il 110% del Pil. Ed oggi il debito 2015, primo anno di attesa ripresa economica dopo tre, è previsto altri 20 punti percentuali di Pil più in alto oltre il 130%.

Da qui il governo Renzi fa partire oggi un percorso virtuoso teso a riportare il debito al 120% del Pil nel giro di quattro anni.

Se il quadro del Documento di economia e finanza per l'anno in corso sembra prudente per alcuni indicatori - in primo luogo il prodotto nazionale che non andrebbe oltre una crescita dello 0,7% - il cammino tracciato per i prossimi anni, in particolare per il debito, sembra invece ispirato a un 'wishful thinking' con un occhio alle richieste di Bruxelles.

Vediamo perchè.

La discesa del debito italiano è frenato dal sostanziale esaurimento del canale 'privatizzazioni'.

Negli ultimi anni senza il provvidenziale ruolo della Cassa Depositi e Prestiti, per la sua natura ibrida pubblico-privata non in grado di dire molti 'no' all'azionista Tesoro, questa voce di bilancio sarebbe stata molto vicina allo zero. Fermandosi al passato più recente, ha acquisito Sace, Fintecna e Simest piuttosto che immobili pubblici in prossimità di fine anno per non lasciare sguarnita la casella 'privatizzazioni'.

Quest'anno, oltre ai 2,2 miliardi incassati per la cessione di una nuova tranche di azioni Enel, resta all'orizzonte solo la cessione di una quota fino al 40% di Poste Italiane. Un'Ipo che l'AD Francesco Caio farebbe volentieri nel 2016 per valorizzare meglio l'asset, ma che l'azionista Tesoro chiede avvenga quest'anno.

In totale si raggiungeranno al massimo circa 8 miliardi, pari allo 0,5% del Pil. Per il futuro, l'unico asset di peso, ma anche di non facile cessione, è costituito da Ferrovie dello Stato.   Continua...