Def, rischi su stime 2016 da variazione tassi euro - Istat

martedì 21 aprile 2015 15:34
 

ROMA, 21 aprile (Reuters) - Lo simulazioni compiute da Istat per valutare il programma di finanza pubblica comprendono anche uno scenario avverso per il 2016, caratterizzato da un apprezzamento dell'euro che avrebbe un impatto negativo sul Pil.

Lo ha detto oggi il presidente dell'Istat Giorgio Alleva in un'audizione sul Def 2015 davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Nell'ipotesi di apprezzamento dell'euro sul dollaro dell'1% (a fronte del deprezzamento di circa l'1% ipotizzato nel Def) nel 2016, l'Istat calcola che in media d'anno si avrebbe una riduzione di 0,7 punti percentuali dell'export, con una minore crescita del Pil di 0,2 punti percentuali.

Nel Def il governo stima una crescita dell'1,4% nel 2016.

Mantenendo costante l'apprezzamento nel triennio successivo 2017-19, invece, non si avrebbero differenze rilevanti nel quadro macroeconomico, perché, dice l'Istat, si prevede che la crescità sarà alimentata prevalentemente dalla domanda interna.

Quanto al petrolio, gli effetti indotti dal barile più caro sarebbero meno intensi.

La simulazione ipotizza un aumento del 5% del prezzo del barile in dollari per ciascun anno a partire dal 2016 fino al 2018. In questo caso l'impatto in termini reali sui consumi delle famiglie e sul Pil sarebbe pari a 0,1 punti percentuali nel biennio 2017-18.

"Le simulazioni realizzate suggeriscono che i rischi relativi al quadro programmatico contenuto nel Def sono prevalentemente concentrari sul proseguimento delle condizioni favorevoli del commercio internazionale e del tasso di cambio nel 2016. Nel medio periodo il rafforzamento della domanda interna dovrebbe invece avvenire in linea con le previsioni contenute nel Def", ha detto Alleva.

(Roberto Landucci)

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