21 aprile 2015 / 10:05 / tra 2 anni

PUNTO 1-Bankitalia chiede a governo di accelerare riduzione deficit

* Def, lo scenario del biennio 2015-2016 appare “plausibile”

* Bankitalia promuove il programma di riforme del governo

* Bce, quantitative easing può aumentare Pil di 1,4 punti al 2016 (Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni Signorini e contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 21 aprile (Reuters) - Pur condividendo il programma di riforme e giudicando plausibile lo scenario del Def, Banca d‘Italia ha oggi criticato la scelta del governo di utilizzare per la crescita il margine nel 2015 di 0,1 punti di differenza tra il 2,6% di deficit/Pil programmatico rispetto al 2,5% tendenziale.

“Appare opportuno che un andamento tendenziale del saldo migliore delle attese, peraltro dovuto interamente alla minore spesa per interessi, sia utilizzato per accelerare il riequilibrio della finanza pubblica”, ha detto il vice direttore generale di Bankitalia Luigi Federico Signorini in audizione in Senato sul Documento di economia e finanza (Def).

Nel 2016 la forbice tra indebitamento programmatico e tendenziale è di 0,4 punti e servirà a disinnescare l‘aumento previsto di Iva e accise, assieme ad una manovra da 10 miliardi finanziata con tagli alla spesa e alle agevolazioni fiscali.

“È giusto non ostacolare un‘economia che stenta a ripartire. Ma, d‘ora in poi, nella misura in cui il miglioramento del quadro macroeconomico si consoliderà e proseguirà, esso dovrà essere utilizzato per accelerare il riequilibrio della finanza pubblica”, ha proseguito Signorini.

“Il ridimensionamento del debito, che resta tra i più pesanti d‘Europa, non va perseguito solo perché richiesto dalle regole europee (e nazionali) di bilancio; lo impongono i principi della buona amministrazione e la necessità di mettere il Paese in condizioni di sicurezza rispetto a eventuali cambiamenti negli umori dei mercati, che non possono mai escludersi e che colpiscono le finanze pubbliche tanto più duramente quanto più fragili sono le condizioni di partenza”.

Al di là della questione della destinazione di questo margine di risorse pubbliche, Bankitalia appoggia comunque il programma di riforme adottato dal governo sostendendo che, “nel complesso, le priorità e gli ambiti di azione individuati appaiono largamente condivisibili”.

Il Def alza a +0,7 da +0,6% la previsione di crescita del 2015 e nel 2016 il Pil dovrebbe aumentare dell‘1,4%.

“Lo scenario per il biennio 2015-16 è plausibile, anche se non esente da rischi a breve termine”, ha detto Signorini.

“I miglioramenti della fiducia devono consolidarsi; l‘incertezza sull‘esito delle trattative sul programma di aggiustamento del governo greco resta elevata e può indurre volatilità nelle condizioni finanziarie”.

Bankitalia stima che gli interventi di riduzione del cuneo fiscale possano fornire “un contributo positivo di circa un terzo di punto percentuale alla crescita del prodotto nel biennio 2015-16”.

Il quantitative easing della Bce potrebbe tradursi in una maggiore crescita del Pil italiano di 1,4 punti percentuali, complessivamente, nel biennio 2015-16 e in un innalzamento dell‘inflazione di poco più di mezzo punto percentuale in ciascuno dei due anni.

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