3 marzo 2015 / 15:08 / 2 anni fa

Poletti: modifiche a pensioni in Stabilità, età flessibile è opzione

ROMA, 3 marzo (Reuters) - Il governo ha allo studio modifiche alla legge Fornero sulle pensioni da inserire nella prossima legge di Stabilità, compresa "l'opzione" di una uscita flessibile a fronte di assegni più bassi, come suggerito dal neo presidente dell'Inps, Tito Boeri.

Lo ha annunciato oggi il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, nel corso di un convegno Inail, secondo quanto confermato da un portavoce.

Un intervento "è all'ordine del giorno e il punto di riflessione coinciderà con la prossima legge di Stabilità", ha annunciato il ministro.

In una intervista al Corriere della Sera di oggi, Boeri ha detto che sulla previdenza, "usando il calcolo contributivo, si potrebbero introdurre forme di flessibilità".

Alla domanda se intendesse consentire l'uscita anticipata dal lavoro, ma con pensioni proporzionalmente più leggere, l'ex professore della Bocconi ha risposto: "Sì. Ma prima bisogna convincere la Commissione europea... Per l'Ue se si consentono i pensionamenti anticipati risalta solo l'aumento immediato della spesa ma non il fatto che poi si risparmierà perché l'importo della pensione sarà più basso".

La riforma introdotta a fine 2011 dal governo Monti ha innalzato l'età della pensione fino a 66 anni nel 2018. In alternativa si può lasciare il lavoro con 41 o 42 anni di contributi a seconda del sesso.

Già il successore di Fornero, Enrico Giovannini, aveva iniziato a studiare un prestito previdenziale che consentisse di anticipare l'età di pensionamento per evitare nuovi esodati.

Si tratta di quei lavoratori che, con la nuova riforma, si sono trovati senza occupazione né previdenza avendo stipulato con le aziende accordi per l'uscita anticipata contando di poter ricevere la pensione a breve.

Al momento, con diversi decreti, i lavoratori tutelati sono oltre 170.000 con un esborso pubblico intorno stimato in 11,6 miliardi, ma nuovi casi potrebbero presentarsi negli anni a venire.

Lo stesso Poletti aveva aperto a fine gennaio a modifiche della legge per evitare "un problema sociale".

I sindacati appoggiano la flessibilità in uscita, ma senza penalizzazioni.

La Uil propone "un range tra 62 e 70 anni entro il quale le persone possono scegliere, oppure combinare età e contributi senza ulteriori penalizzazioni che sono già insite nel sistema contributivo".

Anche una vecchia proposta del Pd parlava di uscita anticipata tra i 62 e i 70 anni per chi abbia almeno 35 anni di contributi, ma con penalizzazioni tra 62 e 65 anni e incentivi tra 66 e 70 anni. In alternativa, lasciare il lavoro se raggiunta quota 100.

Per la Cgil "è necessario intervenire introducendo meccanismi di flessibilità, ma senza prevedere nuovi tagli agli assegni previdenziali".

(Francesca Piscioneri)

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