29 ottobre 2014 / 14:43 / 3 anni fa

PUNTO 1-Ue può ancora chiedere correzioni a bilanci Stati membri

(Aggiunge contesto)

BRUXELLES, 29 ottobre (Reuters) - La Commissione europea può ancora chiedere agli Stati membri di correggere i progetti di bilancio per il 2015, laddove riscontri violazioni del Patto di stabilità e crescita.

La precisazione arriva dal titolare agli Affari economici e monetari, Jyrki Katainen, il giorno dopo il primo via libera alle manovre di Italia e Francia.

"Lo voglio sottolineare: non è scontato che riterremo tutte le bozze di bilancio perfettamente in linea con le regole fissate dal Patto di stabilità e crescita", spiega alla stampa Katainen.

L'ex premier finlandese spiega infatti che al momento nessun progetto merita una immediata bocciatura. Il giudizio definitivo arriverà a novembre, quando la Commissione aggiornerà le previsioni economiche d'autunno.

"Non possiamo pregiudicare il risultato" di questo processo, dice Katainen, che da sabato diverrà vice presidente della nuova Commissione guidata da Jean Claude Juncker.

Su pressione di Bruxelles, l'Italia ha accettato di aumentare a oltre 0,3 da 0,1 punti di Pil la correzione del saldo strutturale, calcolato al netto del ciclo e delle una tantum..

La conseguenza è che la legge di Stabilità produce ora un minore effetto espansivo: il finanziamento di nuove misure a deficit scende infatti a circa 6 dai precedenti 10,4 miliardi.

"Il miglioramento complessivo del deficit atteso nel 2015 è pari a circa 4,5 miliardi, che determina un indebitamento netto nominale pari al 2,6% del Pil", ricorda il ministero dell'Economia nella Relazione sui nuovi obiettivi programmatici inviata alle Camere.

La correzione aggiuntiva non è tuttavia sufficiente a garantire che il debito pubblico scenda in linea con quanto prevede il Fiscal compact.

"La procedura di infrazione non è ancora scongiurata", ha detto ieri il ministro Pier Carlo Padoan.

I parametri europei obbligano l'Italia a ridurre di un ventesimo l'anno la distanza che separa il rapporto debito/Pil, visto nel 2015 sopra il 133%, dalla soglia di riferimento del 60%.

A fine settembre, prima di aumentare la manovra correttiva, il Tesoro ha calcolato che "il saldo strutturale del 2015 dovrebbe essere corretto di 2,2 punti di Pil per rispettare la regola del debito". Una "correzione che è giudicata né fattibile né auspicabile", aggiungeva il Tesoro.

(Giuseppe Fonte)

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