October 29, 2014 / 12:07 PM / 3 years ago

Commissione Ue prosegue valutazione su programmi bilancio - Katainen

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BRUXELLES, 29 ottobre (Reuters) - Non è scontato che la Commissione europea giudichi adeguati alle normative vigenti i piani di bilancio presentati dai paesi della zona euro per l'anno prossimo.

Lo dice il responsabile agli Affari economici e monetari Jyrki Katainen, secondo cui la valutazione di Bruxelles prosegue.

"Tengo a mettere in chiaro che non è scontato riterremo tutte le bozze di manovra perfettamente in linea alle regole fissate dal patto di stabilità e crescita" spiega alla stampa all'indomani di una prima valutazione di Bruxelles, secondo cui nessun piano di bilancio meritava immediata bocciatura o intervento da parte della Commissione.

"Non posso pregiudicare il nostro verdetto" aggiunge.

L'esecutivo comunitario non intende comunque penalizzare con sanzioni i paesi che non sono riusciti quest'anno a centrare gli obiettivi di bilancio concordati in sede europea.

"No" risponde il commissario chi gli chiede se qualche paese possa essere multato.

"Rispetto all'anno scorso la situazione economica è cambiata. Fa parte della storia a monte delle nostre regole: non si possono adottare misure retroattive... ci concentriamo sul futuro" aggiunge.

Una valutazione definita da parte della Ue avverrà soltanto dopo alcune settimane di lavoro da parte della nuova squadra, quella guidata da Jean-Claude Juncker, che si insedia sabato prossimo.

A ieri sembrava essersi definito un primo via libera alla legge di stabilità italiana, sulla quale Roma ha 'offerto' a Bruxelles una correzione del disavanzo strutturale pari a 0,3% di Pil rispetto allo 0,1% inizialmente proposto.

Il governo ha portato al 2,6% dal 2,9% del Pil l'obiettivo programmatico per il deficit nominale del 2015, come conseguenza della correzione: 4,5 miliardi di euro in meno che, a detta di Pier Carlo Padoan, hanno come conseguenza "un effetto espansivo minore" della manovra.

Sempre ieri, il ministro dell'Economia ha negato qualsiasi "resa" a Bruxelles nel caso della legge di stabilità, parlando di una richiesta di correzione partita da 0,7% e arrivata a 0,3% del Pil a segnale di "flessibilità".

Padoan stesso avvertiva però che il primo via libera di ieri non scongiura del tutto per l'Italia il rischio di una procedura di infrazione alla luce del rapporto ancora elevato tra debito e Pil.

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