PUNTO 1-Derivati, accordo tra Dexia Crediop e provincia di Pisa-nota

martedì 28 ottobre 2014 12:27
 

(Aggiunge contesto)

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Dexia Crediop ha reso noto di aver raggiunto un accordo con la provincia di Pisa per chiudere la controversia aperta in Italia e a Londra sui derivati.

Una nota della banca spiega che, in base all'accordo, "la Provincia ha confermato la validità ab origine del contratto e ha proceduto al pagamento delle somme dovute ai sensi dello stesso, degli interessi di mora e di 444.000 euro come contributo alle spese legali sostenute da Dexia Crediop".

Un accordo era stato già raggiunto in estate tra l'amministrazione provinciale e Depfa Bank, l'altro istituto coinvolto nella causa sui derivati.

"Già da tempo il Consiglio di Stato e la Corte di Cassazione avevano pronunciato una parola definitiva sul contenzioso che la Provincia aveva innescato sulla base delle tesi infondate elaborate dai propri consulenti e che si era pertanto rivelato privo di basi concrete", spiega Jean Le Naour, amministratore delegato di Dexia Crediop.

"La magistratura ha stabilito infatti che il contratto derivato stipulato dalla Provincia con Dexia Crediop è valido, efficace e perfezionato nell'interesse dell'ente. Il contratto è ora regolarmente in esecuzione e la Provincia paga un tasso d'interesse del 4,64%, più basso del costo dei finanziamenti a tasso fisso disponibili all'epoca in cui il contratto venne stipulato".

Lo scorso gennaio le sezioni unite della Corte di Cassazione avevano giudicano inammissibile il ricorso della Provincia di Pisa contro la sentenza del Consiglio di Stato del novembre 2012, che rivedeva l'importo dei costi impliciti legati al derivato stipulato con Dexia Crediop e Depfa Bank a soli 320.000 euro (rispetto alla stima dell'ente di 1,4 milioni) e l'aveva condannata al pagamento delle spese legali e giudiziarie .

Lo scorso aprile il Tribunale civile di Milano aveva invece condannato Unicredit a risarcire alla provincia di Pisa circa 760.000 euro, in relazione ad un derivato sottoscritto nel 2004.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia