12 settembre 2014 / 13:38 / tra 3 anni

Sblocca Italia, decreto oggi in Gazzetta ufficiale, dice Lupi

ROMA, 12 settembre (Reuters) - Il decreto ‘sblocca Italia’ sarà pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale, secondo il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

“È un segnale forte per la crescita del Paese e lo sblocco dei cantieri. È un provvedimento molto concreto”, ha detto il ministro durante una conferenza stampa convocata per fare il punto sui 44 articoli che compongono il provvedimento.

Approvato dal governo il 29 agosto, il decreto ha subito diverse modifiche prima di essere inviato al Quirinale per la firma.

L‘appellativo di sblocca Italia deriva dal fatto che il governo intende attuare decine di opere già finanziate, ma ferme principalmente a causa di intoppi burocratici.

Le nuove risorse che l‘esecutivo mette sul piatto ammontano a 3,98 miliardi e sono spalmate su più esercizi, fino al 2020.

Lupi dice che il decreto assicura così la cantierabilità di molte infrastrutture strategiche e ipotizza un ruolo della Bei, la Banca europea degli investimenti, per anticipare alle imprese i fondi pubblici tramite il canale bancario. Il grosso delle risorse va a finanziare le tratte dell‘alta velocità (Tav) ferroviaria.

L‘articolo 1 del decreto nomina l‘amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Michele Mario Elia, commissario straordinario con super poteri per le tratte Tav della Napoli-Bari e della Messina-Catania-Palermo.

Lupi insiste molto sui nuovi investimenti nella rete autostradale. In tutto dovrebbero essere 10 miliardi, frutto di una riscrittura dei rapporti concessori “anche mediante l‘unificazione di tratte interconnesse, contigue, ovvero tra loro complementari”. Perché l‘operazione vada in porto serve tuttavia il via libera della Commissione europea.

Un altro capitolo riguarda le opere dei comuni. Il decreto rende disponibili 250 milioni con una deroga al Patto di stabilità interno, i vincoli di bilancio che i sindaci devono rispettare. Altri 300 milioni sono spalmati tra 2014 e 2015.

Un intero articolo è dedicato alla ‘banda ultralarga’: il decreto riconosce un credito di imposta su Ires e Irap fino al 50% dell‘investimento sostenuto dalle imprese per la realizzazione della rete.

Rafforzando quanto prevede la legge di Stabilità del 2014, lo ‘sblocca Italia’ consente al Tesoro di garantire le esposizioni assunte da Cassa depositi e prestiti con il risparmio postale per finanziare le operazioni di “interesse economico generale”.

L‘operatività della Cdp è estesa a una pluralità di settori: immobiliare, energia, ambiente, calamità naturali e protezione civile, trasporti, ricerca ed educazione.

Il credito di imposta per le infrastrutture in project financing è esteso a tutte le opere, non solo a quelle strategiche. Il beneficio scatta quando l‘opera vale più di 50 milioni (prima era 200). A garanzia dei saldi, il decreto fissa il tetto di 2 miliardi come valore complessivo delle infrastrutture finanziabili attraverso il credito d‘imposta.

Il capitolo forse più popolare del decreto è quello sull‘edilizia. Lupi conferma l‘introduzione della deduzione dall‘Irpef sull‘acquisto di immobili destinati all‘affitto per almeno otto anni. La riduzione dell‘imponibile ammonta a 60.000 euro complessivi: il 20% del prezzo di compravendita con tetto massimo 300.000 euro.

Il decreto prevede inoltre una serie di agevolazioni per chi intende accorpare o frazionare gli appartamenti. Il principale è che d‘ora in avanti, prima di avviare la ristrutturazione, basterà inviare una dichiarazione di inizio lavori (Scia), senza dover ottenere dal comune il permesso di costruire.

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