7 settembre 2014 / 12:32 / tra 3 anni

PUNTO 2-Italia vuole nuova politica Ue, nessuna scorciatoia su debito-Padoan

(riscrive, aggiunge dettagli)

di Elvira Pollina e Luca Trogni

CERNOBBIO, 7 settembre (Reuters) - La crescita dell‘economia italiana quest‘anno sarà fiacca, in un contesto europeo che resta complessivamente debole e che richiede un cambio di politica economica, in cui alle riforme si accompagnino gli investimenti.

E’ il cuore dell‘intervento davanti alla platea del workshop Ambrosetti di Cernobbio del ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan, che ha definito “fantasiose” le ipotesi di abbattimento drastico del debito pubblico.

“Ci possiamo aspettare un po’ di crescita, ma solo un po’, una crescita debole e fiacca. La differenza tra queesto scenario e uno scenario molto diverso sta nella politica economica, una politica economica che deve cambiare in Europa come in Italia”, ha detto Padoan.

In questo senso, ha detto il ministro, l‘Italia, che ha la presidenza di turno dell‘Ue, propone un politica che punti su maggiori investimenti, riforme strutturali, in un contesto in cui “integrare il giudizio sulla finanza pubblica con il giudizio sulle riforme”.

Non bastano le misure della Banca centrale europea, che pure Padoan ha definito “importanti” e “nella giusta direzione”, come del resto ha sottolineato lo stesso presidente Mario Draghi. Occorre che i governi facciano la loro parte, ovvero “tutto il possibile, date risorse limitate, per sostenere crescita, lavoro e investimenti”.

Investimenti, ha ricordato Padoan, che sono al momento insufficienti ma sono essenziali e sono anche un “modo per contribuire ad ovviare agli squilibri di parte corrente”, tra Paesi membri dell‘area euro.

“Anche i Paesi in surplus hanno bisogno, e lo hanno detto, di investimenti”, ha detto Padoan, facendo riferimento alla Germania, e definendosi fiducioso rispetto al piano da 300 miliardi tratteggiato dal neo presidente della Commissione Jean Claude Juncker.

Il titolare di via XX Settembre però non nasconde le debolezze dell‘Italia, che l‘hanno resa particolarmente vulnerabile alla tempesta finanziaria scoppiata nel 2007.

“La mia visione e’ che l‘Italia ha da più di un decennio ha continuato a perdere competitività. Bisogna invertire questa tendenza e aumentare la produttività”.

Nell‘arco di mille giorni, ovvero da qui alla scadenza naturale dell‘esecutivo, il governo oltre ad adottare nuovi provvedimenti, tra cui la riforma del lavoro riveste un “ruolo centrale”, dovrà impegnarsi ad applicare le riforme effettuate, con l‘intento di dare fiducia e certezze a famiglie e imprese.

BENEVOLENZA MERCATI SU DEBITO ITALIA NON E‘SCONTATA

Per quanto riguarda il debito, Padoan ha detto che attualmente i titoli di Stato italiani godono del momento positivo generale dei mercati finanziari e del miglioramento della valutazione del merito di credito italiano da parte degli investitori, che però “non va data scontata” e “va difesa giorno per giorno”, ha avvertito l‘ex capoeconomista dell‘Ocse. Venerdì 5 settembre il rendimento del Btp decennale è sceso in area 2,25% ai minimi dall‘introduzione dell‘euro.

Padoan ha definito “cose fantasiose” alcune delle ipotesi avanzate sulla stampa riguardo la “possibilità di abbattere il debito in modo veloce e per importi cospicui”, ribadendo che la via del governo è procedere attraverso le privatizzazioni.

L‘esecutivo, ha spiegato Padoan, “rimane fortemente impegnato in una politica di privatizzazioni che porta i suoi benefici in termini di abbattimento del debito” e ha un impatto positivo sulla gestione delle aziende partecipate e sull‘apertura ai capitali esterni.

Il ministro ha poi sottolineato che “il governo sta accelerando la strategia di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico” mentre per il comparto delle municipalizzate sta studiando misure “che incentivino accorpamenti, dismissioni e quotazioni in un quadro di razionalizzazione e sfoltimento del settore”.

Padoan, in conclusione, ha poi voluto ribadire la conferma nella prossima legge di stabilità del bonus di 80 euro, degli incentivi alle imprese e del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione.

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