Pa, governo non accetta ricatti da forze dell'ordine - Renzi

venerdì 5 settembre 2014 17:24
 

NEWPORT, Galles, 5 settembre (Reuters) - Matteo Renzi avverte le forze dell'ordine che hanno minacciato lo sciopero generale che il governo non intende subire ricatti di alcun tipo.

Il nodo è l'estensione al 2015 del blocco dei salari nel pubblico impiego, contro il quale i cinque corpi di polizia e l'esercito hanno annunciato ieri lo sciopero generale "entro la fine di settembre", il primo nella storia della Repubblica.

"Si sappia con forza che da questa parte del tavolo i ricatti non si accettano", ha detto il presidente del Consiglio nel corso della conferenza stampa il Galles al termine del vertice Nato.

I mancati rinnovi contrattuali consentono al governo di non dover trovare 2,1 miliardi nel 2015.

I sindacati di categoria hanno chiesto le dimissioni di tutti i capi dei corpi e dei dipartimenti civili e militari, oltre che dei ministri competenti, Angelino Alfano e Roberta Pinotti, "poiché non sono stati capaci di rappresentare i sacrifici, la specificità, la professionalità e l'abnegazione del proprio personale".

Renzi replica così: "Trovo che i toni siano decisamente inaccettabili. Trovo che sia tutto legittimo, che sia naturale discutere, che ciascuno abbia le sue ragioni. Ma lo sforzo deve andare nella direzione di chi il lavoro non ce l'ha e non di chi è garantito nel proprio lavoro".

Il capo del governo è tornato a sottolineare che in Italia ci sono cinque corpi di polizia: Polizia dello Stato, Carabinieri, Polizia penitenziaria, Guardia di finanza (Gdf) e Guardia forestale.

Il comparto sicurezza costa allo Stato circa 20 miliardi l'anno. Il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, ha proposto tagli per 1,7 miliardi tra 2014 e 2016.

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