28 agosto 2014 / 14:08 / 3 anni fa

PUNTO 2-Sblocca Italia, in bozza incentivi per Ipo partecipate locali

(Aggiunge fonte ministro su privatizzazioni municipalizzate a quinto paragrafo)

ROMA, 28 agosto (Reuters) - Il governo studia incentivi per stimolare Regioni ed enti locali a quotare in borsa le società partecipate, soprattutto nei settori del “trasporto pubblico locale, del servizio igienico ambientale” e della raccolta rifiuti.

Una bozza del decreto ‘sblocca Italia consente la quotazione sul Mercato telematico italiano delle utility, “anche attraverso processi di fusione con altre società aventi identiche caratteristiche”.

L‘incentivo principale che l‘esecutivo mette sul piatto è l‘allungamento della concessione fino a “ventidue anni e sei mesi”.

Regioni, province e comuni avranno due strade da battere per aprire il capitale delle partecipate ai privati. La prima è la quotazione in borsa di almeno il 60% delle azioni. La seconda è la scelta di un partner industriale nel caso l‘ente decida di tenere il 50,01% delle azioni.

Un ministro, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha confermato a Reuters “che si sta lavorando sulla cessione delle aziende locali”.

Il riordino delle partecipate è uno dei principali dossier della spending review, dalla quale il governo si aspetta 32 miliardi di risparmi al 2016. Accanto agli incentivi, spiega una fonte governativa, dovrebbe entrare nel decreto la soppressione tout court di 1.250 società non operative già individuate dal commissario Carlo Cottarelli.

La bozza contiene anche un pacchetto di semplificazioni che dovrebbero facilitare la cessione di immobili della Difesa.

Confermato il rafforzamento di Cassa depositi e prestiti, che potrà finanziare progetti in numerosi ambiti: immobiliare, energia, ambiente, protezione civile, calamità naturali, trasporti.

Il lavoro istruttorio dei tecnici è in corso da giorni e in giornata il testo dovrebbe essere definito. A Palazzo Chigi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha incontrato il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio con i ministri coinvolti: Pier Carlo Padoan (Economia), Maurizio Lupi (Infrastrutture), Maria Elena Boschi (Riforme e Rapporti con il Parlamento).

L‘EDILIZIA E I CANTIERI

Il capitolo più incerto del decreto è quello che riguarda l‘edilizia. Difficile che l‘esecutivo si impegni già ora per stabilizzare la detrazioni al 50% sulle ristrutturazioni e al 65% sugli interventi di riqualificazione energetica, per ora finanziate fino a dicembre 2014.

La misura probabilmente più popolare è la deduzione dall‘Irpef per chi compra un immobile nuovo o ristrutturato e lo affitta a canone agevolato.

La bozza riconosce un incentivo pari al 20% del prezzo di acquisto fino ad un massimo di 300.000 euro. La fonte spiega tuttavia che per ridurre gli oneri i due parametri potrebbero scendere al 15% e a 100.000 euro.

Una sezione del decreto riguarda gli investimenti in autostrada e permette l‘aggregazione di tratte interconnesse o contigue. Lo strumento è “l‘unificazione del rapporto concessorio mediante la costituzione di un unico soggetto concessionario per l‘elaborazione di un piano economico finanziario unitario”.

Inoltre, il governo potrebbe rafforzare la defiscalizzazione degli investimenti in infrastrutture tramite project financing. La bozza riduce infatti a 50 da 200 milioni la soglia per l‘ammissione al credito di imposta su Ires e Irap.

L‘appellativo di sblocca Italia deriva dal fatto che il governo intende attuare decine di opere già finanziate ma ferme principalmente a causa di intoppi burocratici. L‘obiettivo annunciato il primo agosto è attivare “risorse per 30 miliardi di euro”, il 57% da privati.

Uno dei capitoli principali riguarda le opere ferroviarie prioritarie e l‘Alta velocità fra Napoli e Bari e fra Catania e Palermo. Le risorse disponibili ammontano finora a 4 miliardi circa: 1,3 dal fondo revoche e 2,7 dal fondo per la coesione.

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