Ue, Parigi, Berlino e Roma preparano il programma per la Commissione - fonti

martedì 10 giugno 2014 18:39
 

PARIGI, 10 giugno (Reuters) - Divisi su chi dovrà sostituire Jose Manuel Barroso, i governi di Francia, Germania e Italia hanno avviato le trattative per mettere a punto il programma della nuova Commissione europea, secondo quanto riferiscono fonti governative francesi.

Il candidato del Ppe, partito di maggioranza relativa al Parlamento europeo dopo il voto del 25 maggio, è il primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker, che non trova però il sostegno di alcuni Paesi membri tra cui la Gran Bretagna.

Il capo del governo inglese, David Cameron, vede in Juncker "un uomo del passato", incapace di farsi promotore delle riforme di cui ha bisogno l'Europa.

Dall'altro lato ci sono la Francia e l'Italia, che vogliono lasciarsi alle spalle la stagione del rigore di bilancio e dare alla Commissione europea un'agenda di politica economica più orientata alla crescita e al rilancio dell'occupazione.

Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha annunciato per i "prossimi giorni e settimane" una "proposta con quattro o cinque capitoli portanti" da condividere con tutti, italiani e non. La logica è dire: "Teniamo conto di ciò che le elezioni ci hanno insegnato".

"L'Europa deve agire in modo diverso, deve trarre vantaggi dalla crescita", ha aggiunto Fabius nel corso di un'intervista a France Inter. "I francesi vogliono passare all'azione ma si è più forti se si può contare su altri. Il cambio di orientamento dell'Europa è fondamentale. I Paesi che hanno spazio di manovra, come la Germania, devono andare in direzione della crescita".

Una fonte governativa ha spiegato che la Francia ha avuto già un confronto con altri partner sul programma della futura commissione e "in particolare con la Germania" e che "il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, è molto valido per noi. È un europeista convinto e rigoroso sulla tenuta dei conti".

Renzi ha detto la settimana scorsa a Bruxelles che le nomine dei nuovi organismi istituzionali europei "devono essere conseguenza delle scelte che si fanno sui programmi".

Le regole europee prevedono che siano i leader europei, "a maggioranza qualificata", a scegliere il nome del presidente della Commissione, "tenendo in considerazione" il risultato elettorale.   Continua...