1 aprile 2014 / 15:24 / 3 anni fa

Alitalia, Etihad vuole veri tagli, meno debito, presto bozza piano- fonti

ROMA/MILANO, 1 aprile (Reuters) - Etihad, ormai finita la due diligence su Alitalia, svelerà entro qualche giorno una bozza di piano industriale in cui chiede al management italiano vere riduzioni di personale e alle banche creditrici un calo del debito.

Una prima fonte vicina al dossier descrive questa fase come “un puzzle in cui i pezzi devono trovare il loro posto tutti assieme”. Se le cose andranno come tutte le parti in gioco auspicano, governo incluso, “a fine aprile, metà maggio, si arriverà ad avere un piano dettagliato e quindi il closing della trattativa e l‘offerta di Etihad”, aggiunge la fonte.

Questa fonte ed altri soggetti vicini al dossier che Reuters ha interpellato ricostruiscono da punti di vista diversi lo stato della vicenda che, secondo le parole di una settimana fa del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, avrebbero dovuto portare “presto” a un piano della compagnia del Golfo per Alitalia.

“Non ci sono particolari novità, le posizioni sono chiare. Etihad entra a certe condizioni, cioè una riduzione del personale e una riduzione del debito”, ha sintetizzato una delle fonti sentite oggi. Ovviamente ottenuti questi pre-requisiti, il piano dirà quali rotte, quale flotta, quali obiettivi avrà l‘Alitalia a guida araba.

Interpellata Alitalia non fa commenti.

Per quanto riguarda il personale, la prima fonte dice che gli esuberi “sono nell‘ordine dei 1.900 previsti dal piano della compagnia, ma Etihad più che sui numeri spinge per avere modalità di uscita più chiare e funzionali alla futura gestione organizzativa”. Il piano attuale varato dall‘AD Gabriele Del Torchio prevede CIG a rotazione con riduzioni fino a 13 giorni al mese per dipendente ma gli arabi vogliono “vere uscite magari con CIG a zero ore”.

LA QUESTIONE DEL DEBITO

L‘altro faldone sul tavolo della trattativa è quello con le banche sul debito di circa 900 milioni.

“Sul debito le banche non hanno detto no, hanno detto che se ne può parlare. Ci potrebbe essere un aumento di capitale e le banche potrebbero partecipare”, dice un‘altra delle fonti senza spiegare se la sottoscrizione avverrebbe con soldi freschi o convertendo debito in equity. “Se si fa si fa entro luglio”, aggiunge aspettandosi comunque un buon piano perchè “quelli di Etihad sono bravi”.

Per questa fonte gli esuberi complessivi che “Alitalia deve digerire sono circa 3.000”, un numero che la prima fonte ritiene “esagerato”.

Anche per un altro dei soggetti coinvolti si guarda il bicchiere mezzo pieno. “Mi sembra che ci siano i presupposti per andare avanti. Quando Etihad entra prenderà le azioni da chi ha garantito l‘aumento”, cioè da Intesa SP e Unicredit che sono anche i due maggiori creditori assieme alla Popolare di Sondrio.

“Per le banche non sarà una rinuncia ma si cercherà una formula per abbassare il livello del debito”, aggiunge.

(Stefano Bernabei) (Paola Arosio)

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