SCHEDA-L'Italia alla prova del Fiscal compact

mercoledì 26 marzo 2014 12:45
 

25 marzo (Reuters) - Il Fiscal compact obbliga l'Italia a ridurre di un ventesimo l'anno la distanza che separa il rapporto debito/Pil, visto nel 2014 sopra il 133%, dalla soglia di riferimento del 60%.

In linea di principio il Fiscal compact non è così rigido come lo descrivono certi opinionisti. E non comporta una manovra correttiva di 45-50 miliardi in ciascun anno.

In teoria, per ridurre il rapporto debito/Pil di un ventesimo all'anno è sufficiente mantenere il pareggio di bilancio in termini strutturali -- cioè al netto del ciclo e delle una tantum -- e avere una crescita nominale (compresa l'inflazione) vicina al 3%.

Il problema è che l'Italia è lontana da queste condizioni. Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Ocse stimano che il Pil di quest'anno crescerà in termini reali dello 0,6%. E dallo scorso ottobre l'inflazione è scesa al di sotto dell'1%. Il deficit strutturale per Bruxelles è oltre lo 0,5% che delimita il pareggio di bilancio.

D'altro canto, la decisione finale sul rispetto delle regole ha margini di discrezionalità politica.

LE TRE CONDIZIONI

La regola del debito si considera violata se non si rispettano tre condizioni poste in successione.

La prima analisi riguarda la riduzione media del rapporto debito-Pil nell'anno di valutazione e nei due anni precedenti (backward looking rule).   Continua...