PUNTO 1-Spending, governo per prepensionamenti, mobilità obbligatoria Pa-Madia

martedì 25 marzo 2014 14:36
 

(Aggiunge commento sindacato)

ROMA, 25 marzo (Reuters) - Il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia ha detto che la cifra di 85.000 esuberi nel comparto pubblico, avanzata dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli, è sbagliata, ma, senza avanzare cifre alternative, ha evocato la possibilità di ottenere dei prepensionamenti nella Pa e di colmare eventuali vuoti ricorrendo alla mobilità interna del personale.

"85.000 sono un numero e una terminologia assolutamente sbagliati e distorti. L'idea è quella di provare a ottenere uscite anche con prepensionamenti. Penso poi a una sana mobilità obbligatoria", ha detto la Madia a margine di un convegno a Roma.

La Fp-Cgil è pronta a discutere di prepensionamenti se possono evitare "un esodo di massa dalla Pa" che "sarebbe una sciagura per il Paese in una congiuntura economica tanto delicata".

"Se questo è l'intento, la ministra Madia sappia di avere già un alleato. Purché si discuta di riorganizzazione dei servizi e si assumano i giovani qualificati per rilanciare i nostri apparati pubblici, a partire dai vincitori di concorso non ancora assunti e dai precari, che rischiano costantemente di essere espulsi dal mondo del lavoro", dice il segretario generale dei pubblici della Cgil, Rosanna Dettori.

Quanto all'eventuale limite agli stipendi dei dirigenti pubblici il ministro ha aggiunto: "Il tetto è ora tarato sullo stipendio del primo presidente della Corte di Cassazione. Ho già fatto una circolare per esplicitare che in questo tetto debbano essere cumulati anche i trattamenti pensionistici".

La riforma della Pa dovrà essere fatta in tempi rapidi, che potrebbero non essere compatibili con l'apertura di tavoli con i sindacati. "Non è detto che ci siano, perché abbiamo tempi stretti", ha aggiunto la Madia.

Su questa affermazione il sindacato è ovviamente meno in sintonia con il ministro: "Non ci dica che non c'è tempo per confrontarsi sulla riforma della pubblica amministrazione. E' una posizione paternalistica che stride con la sua giovane età. Per altro una posizione fortemente sbagliata. I processi virtuosi si governano con il consenso, soprattutto con quello dei lavoratori, non con provvedimenti calati dall'alto", conclude Dettori.

(Giuseppe Fonte)

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