February 8, 2014 / 3:43 PM / 3 years ago

PUNTO 1-Visco apre a bad bank, non esclude "interventi ambiziosi"

6 IN. DI LETTURA

* "In Italia mercato privato poco sviluppato dei crediti deteriorati"

* "Ogni iniziativa deve essere compatibile con regole Ue"

* Visco chiede a governo di spingere su riforme e a banche su credito (Accorpa pezzi, aggiunge contesto)

di Giselda Vagnoni

ROMA, 8 febbraio (Reuters) - Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, apre allo strumento della bad bank per una migliore gestione dei crediti deteriorati delle banche e non esclude "interventi più ambiziosi" di quelli finora in cantiere, privati o privato-pubblici, nel rispetto delle norme europee.

Lo fa dal palco del 20esimo congresso Assiom Forex dopo che nei giorni scorsi sono emerse varie iniziative da parte di soggetti italiani e stranieri sul mercato privato degli attivi deteriorati che il numero uno di palazzo Koch definisce "poco sviluppato".

"Vanno nella giusta direzione interventi, quali quelli in corso presso alcune banche, volti a razionalizzare la gestione dei crediti deteriorati con la creazione di strutture dedicate in grado di aumentare l'efficienza delle procedure e la trasparenza di questi attivi", ha detto il governatore.

"Interventi più ambiziosi, da valutare anche nella loro compatibilità con l'ordinamento europeo, non sono da escludere, possono consentire di liberare, a costi contenuti, risorse da utilizzare per il finanziamento dell'economia", ha aggiunto senza ulteriori precisazioni.

Le parole di Visco sono state interpretate come un invito a percorrere anche soluzioni miste tra pubblico e privato.

Il mercato dei crediti deteriorati sta entrando nel vivo anche grazie agli esercizi Bce che costringeranno le banche a una pulizia di bilancio ancora più radicale rispetto a quella già effettuata.

In Italia i crediti deteriorati ammontano a circa 300 miliardi, secondo una stima recente di Banca d'Italia.

Alcune banche si sono già mosse per alleggerire il peso di questi crediti problematici in bilancio. UniCredit, ad esempio, ha finalizzato a dicembre due operazioni di cessione di crediti per complessivi 1,65 miliardi di euro.

Fonti vicine all'operazione nei giorni scorsi hanno riferito che Intesa Sanpaolo starebbe pensando a una 'bad bank' interna nella quale far confluire parte dei suoi 55,5 miliardi di crediti problematici. La banca inoltre, insieme a UniCredit, ha colloqui in corso con la società di investimento KKR per verificare la fattibilità di un veicolo in cui far confluire i crediti ristrutturati dei due gruppi.

Mediobanca, invece, sta lavorando a un progetto per la creazione di veicoli che raccolgano i crediti problematici di banche italiane di media dimensione con l'obiettivo di partire entro l'estate.

Banchieri Cauti Su Soluzioni Di Sistema

L'invito del governatore è stato accolto con prudenza dai banchieri presenti al Forex e non tutti sembrano interessati a soluzioni di sistema.

"Io credo che le banche di una certa dimensione siano in grado di gestire le soluzioni sui crediti da sole. Le altre magari possono avere interesse a valutare ipotesi di aggregazioni", ha detto il Ceo di UniCredit Federico Ghizzoni. "Nessuno ci ha proposto una bad bank di sistema", ha aggiunto.

Di sicuro, ha detto a Reuters il direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi, l'Italia non seguirà l'esempio della Spagna, finanziato con soldi del fondo europeo salva-stati.

"Interventi di bad bank 'alla spagnola' non ce li possiamo permettere perchè implicherebbero interventi pubblici", ha detto Rossi.

Secondo Pier Francesco Saviotti, Ad di Banco Popolare , quella di Visco è stata "un'apertura importante e rilevante".

"Fa nascere la domanda se sia gestibile una bad bank a livello nazionale. Se così fosse sarebbe la soluzione".

Cauto il commento del presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro secondo cui il governatore "non ha voluto indicare una soluzione definita ma ha espresso disponibilità a valutare varie ipotesi".

Crescita Ancora Debole E Incerta

La più lunga recessione del dopoguerra sta per lasciare l'Italia che nel quarto trimestre del 2013 dovrebbe aver registrato un incremento di qualche decimo di punto del Pil ma la ripresa appare ancora debole e incerta.

Da qui l'appello al governo perchè non abbandoni la strada delle riforme e alle banche perchè finanzino imprese e famiglie.

"La fiducia faticosamente riguadagnata non deve essere indebolita dal riaccendersi di timori sulla risolutezza dell'Italia e di tutti i Paesi dell'area dell'euro, a proseguire sulla strada delle riforme e della responsabilità", ha detto il governatore mentre il premier Enrico Letta annuncia una nuova iniziativa per sbloccare lo stallo del governo.

"Varie riforme sono state decise ma la loro attuazione stenta", ha detto Visco a braccio.

La trasformazione in legge del decreto sulla rivalutazione del capitale della Banca d'Italia è stata osteggiata in modo furioso dai rappresentanti del Movimento 5 stelle che hanno accusato il governo di fare un regalo alle banche azioniste dell'istituto centrale con soldi pubblici.

Ma il governatore osserva che l'aumento del capitale di migliore qualità che consegue dalla legge per le banche partecipanti, pur non potendo essere considerato ai fini dell'esame della qualità degli attivi in corso nell'area dell'euro, contribuirà a sostenere l'offerta di credito.

"E' importante che la percezione negativa dell'operato delle banche e della finanza non porti a reazioni sproporzionate; bisogna agire per rimuoverla, con decisi miglioramenti nella governance, con un'intermediazione sana e prudente e facendo sì che non manchi il finanziamento a chi lo merita e partecipa al rischio, che continui il sostegno all'economia reale", ha detto il governatore.

- hanno collaborato Stefano Bernabei e Gianluca Semeraro

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