3 febbraio 2014 / 17:40 / 4 anni fa

RPT-PUNTO 1-Intesa SP al lavoro su progetto bad bank per crediti non performing-fonte

MILANO, 3 febbraio (Reuters) - (Cristina Carlevaro)

Intesa Sanpaolo è al lavoro su un progetto di creazione di una bad bank dove far confluire una parte dei crediti problematici del gruppo.

Lo riferisce una fonte vicina alla situazione, aggiungendo che il progetto potrebbe essere incluso nel piano d'impresa che sarà presentato a fine marzo.

"Si fa. Penso che possa rientrare nel piano industriale", dice la fonte confermando quanto scritto dal Financial Times.

Intesa Sanpaolo non commenta.

Al 30 settembre Intesa aveva un totale di crediti deteriorati lordi pari a 55,5 miliardi, di cui 32,9 miliardi sono sofferenze.

Secondo quanto ha scritto il Financial Times, Intesa starebbe pensando a una bad bank interna dove far confluire una parte dei crediti non perfoming lordi in vista degli stress test dell'Eba. Sempre secondo il quotidiano, che cita fonti vicine alla situazione, il presidente del CdS Giovanni Bazoli e il Ceo Carlo Messina discuteranno la cosa con gli azionisti nelle prossime settimane.

Una fonte vicina alla situazione conferma alcuni incontri del Ceo con alcuni azionisti già calendarizzati ma non ne conosce il contenuto.

Il 27 marzo si riuniranno il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo per l'approvazione del piano d'impresa che sarà presentato il giorno successivo.

Giudizio sospeso da parte di uno dei principali azionisti della banca in attesa di maggiori informazioni. "Non sono informato, quando lo sarò esprimerò un parere", ha dichiarato infatti, Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo, secondo azionista di Intesa, interpellato oggi sul tema a margine di un convegno. Dichiarazioni, peraltro, che secondo una fonte vicina alla situazione, suonano come "una bocciatura".

L'accoglienza del progetto di bad bank è positiva da parte degli analisti. "La creazione di una bad bank è positiva - secondo un analista di un broker italiano - in quanto permette di migliorare la gestione dei crediti problematici, il loro recupero ma anche accelerarne il processo di cessione".

Secondo l'analista Intesa sarà la prima banca italiana a vendere una porzione importante del proprio portafoglio crediti dubbi in quanto è la banca che presenta i coverage ratio più alti e il capitale più elevato".

Il titolo, tuttavia, in controtendenza in mattinata, ha poi chiuso in calo del 2,89% pur restando migliore degli altri istituti, depressi dai dettagli annunciati dalla Bce sull'asset quality review.

(Hanno collaborato Andrea Mandalà, Gianluca Semeraro)

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