PUNTO 1-Privatizzazione Poste, sindacati su fronti opposti

venerdì 24 gennaio 2014 18:57
 

(Aggiunge posizione Cgil)

ROMA, 24 gennaio (Reuters) - La cessione sul mercato di una quota di minoranza di Poste italiane, società interamente detenuta dal Tesoro e che occupa 150.000 persone, divide i sindacati.

La Cisl plaude al progetto governativo di privatizzazione che prevede, tra l'altro, l'ingresso dei dipendenti nell'azionariato, misura da sempre caldeggiata dal sindacato di Raffaele Bonanni.

Nettamente contraria la Cgil secondo cui il rilancio dell'economia italiana non passa attraverso le cessioni di aziende pubbliche, come mostrano le operazioni degli anni '90.

"C'è la novità importantissima dell'azionariato dei dipendenti, con lavoratori e lavoratrici che saranno azionisti della propria azienda e soprattutto non si parla di spacchettamento di un'azienda così importante e strategica per l' economia italiana", dichiara in una nota il segretario confederale, Annamaria Furlan.

"Rispetto alle privatizzazioni mal fatte degli anni '90 nel caso di Poste italiane abbiamo un'ipotesi di processo di privatizzazioni assolutamente diverso", aggiunge la nota citando il fatto che "la maggioranza della proprietà rimane pubblica, del Tesoro".

La leader della Cgil, Susanna Camusso, si chiede invece: "Non basta la storia delle privatizzazioni per sapere che quella non è la strada per il rilancio dell'economia? ... [vi è un] incerto magma se le aziende pubbliche siano utili al Paese o vadano messe semplicemente sul mercato".

Parlando a Riccione al II Congresso del Sel, Camusso si è detta anche contraria all'ipotesi che i dipendenti partecipino all'azionariato dell'azienda: "La presenza in cda non risolve il problema della partecipazione dei lavoratori. L'articolo 46 della Costituzione [che riconosce il diritto dei dipendenti a collaborare alla gestione delle imprese] non dice che bisogna vendere qualche azione a lavoratori".

E' in corso il Consiglio dei ministri chiamato a varare il Dpcm sulla dismissione in prima battuta del 40% delle Poste, operazione dalla quale il governo si aspetta tra i 4 e i 5 miliardi di euro.   Continua...