24 gennaio 2014 / 10:40 / 4 anni fa

Mercati paesi emergenti sotto pressione su timori Cina, Fed

LONDRA, 24 gennaio (Reuters) - Prosegue il brusco sell-off sui mercati dei Paesi emergenti, innescato dai timori di un rallentamento dell‘economia cinese dopo la contrazione dell‘attività manifatturiera registrata a gennaio, uniti a quelli legati alla riduzione dello stimolo monetario della Federal Reserve Usa, cui si aggiungono le tensioni politiche che molti Paesi, dalla Turchia all‘Argentina, stanno vivendo.

ARGENTINA, PESO SOTTO PRESSIONE

Il peso argentino ieri ha lasciato sul terreno ieri l‘11% del suo valore, il calo giornaliero pià marcato dalla crisi finanziaria del 2002.

La banca centrale argentina, infatti, si è arresa nella battaglia per contrastare il declino della valuta, dopo aver utilizzato a tal scopo oltre il 30% delle sue riserve nel 2013.

Il paese sudamericano è alle prese con un‘inflazione galoppante, che nel 2013 ha superato il 25%, secondo gli analisti privati. Un problema, quello della corsa dei prezzi al consumo, con cui sono alle prese anche altre economie emergenti.

VENEZUELA, BOND A PICCO

Sotto pressione anche i bond venezuelani, che ieri hanno toccato i minimi da oltre due anni, dopo l‘annuncio del presidente Nicolas Maduro dell‘introduzione di un nuovo meccanismo di controllo del cambio del bolivar, per contrastare il mercato nero dei dollari. La riforma prevede l‘introduzione di un tasso fisso con il dollaro per l‘acquisto di beni di prima necessità, e uno flessibile per gli altri beni. Una mossa che i critici giudicano una sorta di svalutazione smascherata, in un Paese dove il tasso d‘inflazione viaggia al 52%.

TURCHIA, LIRA PRECIPITA

Stamane la lira ha toccato un nuovo minimo storico nei confronti del dollaro, a quota 2,3070. E anche in questo caso, a poco sembrano servire gli interventi dell‘istituo centrale, l‘ultimo avvenuto ieri.

L‘economia turca, che come altre emergenti soffre di un deficit delle partite correnti, è particolarmente vulnerabile ai flussi in uscita degli investitori, timorosi della svalutazione dei propri asset.

TENSIONI POLITICHE

In tal senso pesano le tensioni politiche e sociali che molte economie emergenti, tra cui la stessa Turchia, la Thailandia e l‘Ucraina, stanno attraversando.

E anche la possibilità di nuova riduzione dello stimolo monetario da parte della Federal Reserve la prossima settimana, prospettiva che gli ultimi dati macroeconomici non hanno per nulla escluso, contribuisce ad aumentare la pressione.

Nei confronti del biglietto verde il rand sudafricano , il rublo e la Grivnia ucraina viaggiano sui minimi da quattro anni.

FLUSSI IN USCITA

L‘indice azionario Msci degli emergenti cede circa 1 punto percentuale, sui minimi da quattro mesi, ed è impostato a lasciare un rosso settimanale di 1,5 punti percentuali.

I fondi azionari emergenti nell‘ultima settimana hanno registrato flussi in uscita per 2,4 miliardi di dollari. Si tratta della tredicesima settimana consecutiva di flussi in uscita, il cui importo complessivo si attesta a 20 miliardi di di dollari.

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