6 dicembre 2013 / 14:02 / 4 anni fa

PUNTO 1-Eni pronta a buyback, ma tempi saranno lunghi - Scaroni

* AD: “Non ci metteremo nove mesi, il precedente è durato 9 anni”

* AD: Governo decide quello che crede, non opino”

* Ipotesi governo, prima buyback fino al 10%, poi cessione 3% (Riscrive, aggiunge dettagli, background)

di Giancarlo Navach

MILANO, 6 dicembre (Reuters) - Eni è pronta ad avviare il piano di riacquisto di azioni proprie, ma i tempi saranno comunque lunghi e la società non comunicherà anticipatamente quante azioni e quando le comprerà.

E’ questa la posizione espressa dal numero uno della major petrolifera, Paolo Scaroni, che chiarisce alcuni aspetti legati anche all‘annuncio del governo di cedere fino a una quota del 3% della società - nell‘ambito del programma di privatizzazioni -, ma solo dopo la conclusione del buyback in modo da evitare che Tesoro e Cdp si diluiscano sotto il 30% del capitale.

Il Tesoro detiene direttamente il 4,34% di Eni, e il 25,76% tramite Cdp per un totale del 30,1%.

“Eni si è fatta approvare in assemblea, anche dal Tesoro, un piano di riacquisto di azioni proprie, tipo quello che aveva fatto 8-9 anni fa fino al 10% del capitale”, ha ricordato il manager che di fatto, oggi, si è candidato a guidare l‘Eni per altri tre anni. “Mi piacerebbe”, ha cosi risposto, intervistato da Giovanni Minoli a Radio24, all‘ipotesi di un quarto mandato alla guida di Eni alla scadenza del consiglio con la prossima assemblea in primavera.

“Abbiamo detto ai nostri azionisti che riacquisteremo le azioni se il prezzo del petrolio è alto, se rispetteremo i parametri finanziari e se i nostri risultati saranno buoni. Non diremo quante azioni compreremo né quando le compriamo”, ha spiegato.

Scaroni ha quindi sottolineato di non avere una tempistica sul buyback: “per darvi un feeling, per realizzare il precedente 10% ci abbiamo messo nove anni. Non è che ci metteremo 9 mesi, ci vogliono tempi lunghi”.

Il manager ha ribadito che Eni può partire da subito con il buyback. “Siamo autorizzati”.

Infine, su quello che deciderà il Governo, Scaroni si è limitato a dire: “Deciderà quello che crede su quello che gli compete. Non opino su queste cose”.

La posizione espressa da Scaroni non va nella stessa direzione auspicata dal governo Letta e potrebbe complicare il processo di vendita. Secondo due fonti vicine al dossier la vendita di azioni Eni prevede prima che la società acquisti azioni proprie per un 10% circa con un valore di mercato di circa 6 miliardi, successivamente Eni dovrebbe annullare le azioni acquistate in modo da far crescere relativamente il peso delle quote in mano a Tesoro e Cdp e consentire allo Stato di vendere una quota del 3%.

Un‘operazione che, nelle intenzioni di Scaroni, sarebbe comunque lunga e non realizzabile in un anno come auspicato dal governo che punta a realizzarla entro il prossimo anno.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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