Legge Stabilità vale 13,9 mld in 2014, aumenta tasse fino a 2016

mercoledì 4 dicembre 2013 15:24
 

ROMA, 4 dicembre (Reuters) - Dopo il passaggio al Senato, la
manovra che arriva alla Camera vale tra minori entrate e
maggiori spese 13,9 miliardi nel 2014, 1,5 miliardi in più
rispetto al testo licenziato da Palazzo Chigi.
    Secondo quanto emerge dall'allegato 3, la legge di Stabilità
raccoglie 11,3 miliardi nel 2014. Questo significa che circa 2,6
miliardi sono impieghi finanziati a deficit, coerentemente con
la forbice fra indebitamento netto programmatico (2,5% del Pil)
e indebitamento tendenziale (2,3%).
    A Palazzo Madama il Tesoro aveva stimato in oltre 2,6
miliardi gli oneri degli emendamenti approvati durante l'esame
in prima lettura. 
    Il testo dell'allegato depositato a Montecitorio mostra che
gli uffici di Via XX Settembre hanno ridotto in misura
significativa la stima sugli effetti finanziari generati dagli
emendamenti.
    L'analisi del Tesoro tiene conto solo in una certa misura
degli "effetti indotti". Per fare un esempio: le minori entrate
prodotte dall'estensione del tetto alle retribuzioni dei
dirigenti pubblici.
    Tenendo conto di questo e di altri fattori, il servizio
Bilancio della Camera ricalcola in 14,2 miliardi il valore degli
impieghi nel 2014. L'effetto sui saldi è invece lo stesso.
    Dopo il passaggio in Senato la manovra continua ad essere
sbilanciata sulle maggiori entrate, che assicurano il 65% delle
coperture nel 2014, il 57% nel 2015 e il 58% nel 2016.
    Guardando al saldo tra maggiori e minori entrate, la legge
di Stabilità aumenta le tasse di 1,3 miliardi nel 2014, di circa
100 milioni nel 2015 e di 1,5 miliardi nel 2016.
    In un'intervista al quotidiano la Stampa del primo dicembre
scorso, il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni ha detto
che "la manovra del 2014 riduce le tasse sia per le famiglie sia
per le imprese industriali".
    Il governo si è impegnato a ridurre la pressione fiscale del
prossimo anno al 44,2% del Pil rispetto al 44,3% stimato nel
2013. L'obiettivo tiene conto però di una previsione di crescita
ora indicata all'1,1%, superiore di 0,1 punti al +1% stimato il
20 settembre nella Nota di aggiornamento al Def, il Documento di
economia e finanza.
    Commissione europea, Banca d'Italia e Fondo monetario
internazionale convergono nel dire che l'economia italiana
crescerà il prossimo anno dello 0,7%. L'Ocse pronostica uno
0,6%.
    Ecco in sintesi l'effetto che la manovra ha sul bilancio, in
miliardi di euro e in termini di indebitamento netto:  
      
                             2014          2015          2016
RISORSE                      11,3          13,8          19,2  
 - maggiori entrate           7,3           7,9          11,1  
 - minori spese               4,0           5,9           8,1  
IMPIEGHI                     12,9           9,8          11,4  
 - minori entrate             6,0           7,8           9,6  
 - maggiori spese             6,9           2,0           1,8
IMPIEGHI TABELLE              1,0           0,5           0,5
TOTALE IMPIEGHI              13,9          10,3          11,9
EFFETTI SU SALDI *           -2,6           3,5           7,3
    
    * Le discrepanze sono dovute agli arrotondamenti
    
    (Giuseppe Fonte)
    
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