Imu, contribuente paga 40% maggiore imposta decisa da comuni

venerdì 29 novembre 2013 15:03
 

ROMA, 29 novembre (Reuters) - I contribuenti dovranno versare il 40% del maggior gettito Imu atteso da quei comuni che hanno alzato le aliquote nel 2013.

Lo si legge in una bozza del decreto che ha cancellato quasi totalmente la seconda rata di dicembre.

"Per l'anno 2013 non è dovuta la seconda rata dell'imposta municipale propria", recita l'articolo 1.

La maggiore imposta, dovuta all'incremento delle aliquote rispetto a quelle di base, "è versata dal contribuente, in misura pari al 40%, entro il 16 gennaio 2014", prosegue il decreto, che è ancora in fase di scrittura e potrebbe subire modifiche prima di andare in Gazzetta ufficiale, tra questa sera e domani.

La cancellazione della seconda rata riguarda le abitazioni principali (escluse case di lusso, di pregio artistico o storico), gli alloggi popolari adibiti ad abitazione principale, i fabbricati rurali ed i terreni "posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola", secondo la bozza.

Il decreto conferma che la copertura della manovra fiscale è a carico del sistema finanziario. L'articolo 2 aumenta l'acconto Ires "per gli enti creditizi e finanziari, per la Banca d'Italia e per le società e gli enti che esercitano attività assicurativa".

L'anticipo dovrebbe raggiungere il 130%, stando a quanto ha reso noto Palazzo Chigi. Qui però il discorso si fa complicato. La bozza del decreto limita l'acconto al 128,5% nel 2013.

L'altro 1,5% dovrebbe confluire in un decreto che il ministero dell'Economia deve emanare entro lunedì 2 dicembre. È la famosa 'clausola di salvaguardia' che il Tesoro può far scattare per mantenere l'indebitamento netto al 3% del Pil.

La clausola è prevista dal decreto che ha abolito la prima rata Imu. La bozza la riscrive. Nella nuova versione, il ministero dell'Economia deve stabilire entro lunedì l'aumento degli acconti Ires e Irap, "per i periodi d'imposta 2013 e 2014", e l'aumento, "a decorrere dal primo gennaio 2015", delle accise sui carburanti in misura tale da rispettare gli obiettivi programmatici.   Continua...