Governo, "fuori discussione" dimissioni Letta prima di dibattito-fonte

venerdì 29 novembre 2013 09:43
 

ROMA, 29 novembre (Reuters) - Il premier Enrico Letta non si dimetterà prima del dibattito parlamentare sul governo, dopo le richieste di Forza Italia di aprire ufficialmente la crisi a seguito della sua uscita dalla maggioranza, e non è scontato che il dibattito parlamentare chiesto ieri sera dal Quirinale comporti un voto di fiducia.

Lo ha riferito oggi una fonte di Palazzo Chigi.

Nella tarda serata di ieri, dopo aver ricevuto una delegazione di Forza Italia - il rinato partito di Silvio Berlusconi che ha rotto con la maggioranza sulla questione della decadenza dell'ex premier dal Senato per la sua condanna definitiva per frode fiscale e anche sulla legge di stabilità - il presidente della Repubblica "ha chiarito che ci sarà senza dubbio un passaggio parlamentare che segni la discontinuità politica tra il governo delle larghe intese e il governo che ha ricevuto la fiducia" sulla legge finanziaria, dice una nota del Colle.

Lunedì pomeriggio, dopo il previsto vertice col premier israeliano Benjamin Netanyahu a Villa Madama, Letta sarà al Quirinale per concordare tempi e modalità del passaggio parlamentare.

Secondo la fonte, l'espressione "passaggio parlamentare" usata da Napolitano esclude le dimissioni di Letta e l'apertura di una crisi formale di governo. Ma non implica neanche automaticamente che l'esecutivo proponga il voto di fiducia - dopo aver passato la prova dell'aula già questa settimana in Senato sulla legge di stabilità - anche se ci si attende che i partiti presentino mozioni.

Per ora non si parla neanche di eventuali rimpasti di governo, in attesa che i sottosegretari che fanno parte di Forza Italia rispondano all'invito di Enrico Letta a dimettersi, anche se alcuni esponenti berlusconiani hanno indicato che ci sarebbero differenze tra sottosegretari "tecnici" - orientati a restare - e "politici".

Ieri intanto il vice premier Angelino Alfano - ora capo del Nuovo Centrodestra dopo la rottura sua e di tutti i ministri ex Pdl con Berlusconi - ha chiesto che la maggioranza sottoscriva un "contratto di programma" per il 2014 dopo l'elezione del nuovo segretario del Pd. I democratici terranno infatti l'8 dicembre le loro primarie, da cui dovrebbe uscire leader Matteo Renzi, attualmente critico col governo e intenzionato, ha detto, a far pesare di più le idee del Pd sull'esecutivo.

Al momento non si fanno previsioni sui tempi del dibattito, anche se la prossima settimana, a parte un impegno il 5 dicembre a Varsavia, il premier dovrebbe essere a Roma. Ma il passaggio delle primarie potrebbe consigliare un rinvio della discussione in Parlamento alla settimana ancora successiva.

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