26 novembre 2013 / 12:37 / tra 4 anni

Legge Stabilità, la Iuc vale 22 miliardi - D'Alì (Ncd)

ROMA, 26 novembre (Reuters) - L‘imposta unica comunale (Iuc) dovrebbe valere nel 2014 “circa 22 miliardi”, secondo il relatore alla legge di Stabilità Antonio D‘Alì.

La manovra istituisce l‘imposta unica comunale (Iuc) e sopprime la Tares, la tassa sui rifiuti e sui servizi urbani in vigore nel 2013.

La Iuc comprende l‘Imu, dovuta da chiunque possegga immobili “escluse le abitazioni principali” non di lusso, più altre due componenti: la prima (Tari) finanzia la raccolta dei rifiuti urbani; la seconda (Tasi) garantisce le risorse per i servizi indivisibili come il trasporto pubblico locale, l‘anagrafe, l‘lluminazione e la manutenzione delle strade.

Introdotta a fine 2011 dal governo Monti, l‘Imu assicura un gettito complessivo di 24 miliardi, di cui circa 4 miliardi dalle prime case. La Tares vale 1 miliardo.

Indicando in 22 miliardi il gettito complessivo della Iuc, D‘Alì suggerisce che la manovra riduce il prelievo sugli immobili di circa 3 miliardi. Il beneficio è naturalmente concentrato sulle prime case.

LA STRUTTURA DI TARI E TASI

La Tari sarà commisurata alla superficie dichiarata o accertata dell‘immobile. In alternativa, il comune potrà commisurare la tariffa “alle quantità e alle qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti”, secondo il principio europeo ‘chi inquina paga’.

La Tasi ha un‘aliquota di base all‘1 per mille e, nel caso di immobili affittati, il conduttore partecipa con una quota compresa tra il 10 e il 30%.

I comuni possono aumentare o diminuire l‘aliquota della Tasi. Il governo impone però un tetto: la somma delle aliquote Imu e Tasi non potrà superare i limiti stabiliti per l‘Imu nel 2013. Quindi, sulle abitazioni principali l‘aliquota massima della Tasi sarà pari allo 0,6 per mille. Sugli altri immobili, Imu e Tasi insieme peseranno al massimo il 10,6 per mille.

Per il 2014, l‘aliquota massima sulle case diverse dalla prima è fissata al 2,5 per mille.

Inoltre, il governo ha messo sul piatto 500 milioni per consentire ai comuni di finanziare detrazioni dalla Tasi “a favore dell‘abitazione principale e delle pertinenze della stessa, nonché dei familiari dimoranti abitualmente e residenti anagraficamente nell‘unità immobiliare adibita ad abitazione principale”.

(Giuseppe Fonte e Roberto Landucci)

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