25 novembre 2013 / 12:52 / 4 anni fa

PUNTO 2-Legge Stabilità, Letta verifica maggioranza senza Berlusconi

* Letta è convinto di poter ottenere la fiducia

* I capigruppo decidono domattina su manovra e decadenza

* Berlusconi parla di un "colpo di Stato" (Riscrive dopo conferenza dei capigruppo)

di Giuseppe Fonte e Roberto Landucci

ROMA, 25 novembre (Reuters) - Il governo chiederà domani la fiducia in Senato sulla legge di Stabilità per certificare l'esistenza di una maggioranza più ristretta e solida assieme al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano e senza il partito di Silvio Berlusconi, Forza Italia.

"La fiducia è necessaria, non soltanto per garantire i tempi di approvazione, ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull'atto più importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare", ha spiegato in una nota il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini.

Tra venerdì e domenica Forza Italia si è astenuta dalle votazioni in commissione Bilancio, ponendosi di fatto all'opposizione. In Senato, infatti, l'astensione equivale a un voto contrario.

Più che sulla manovra, a monopolizzare il confronto è il voto sulla decadenza da senatore di Berlusconi, formalmente in agenda mercoledì 27 novembre.

Berlusconi per ora non chiarisce se intenda ritirare l'appoggio al governo di larghe intese. "La posizione di Forza Italia sarà definita stasera in un incontro dei gruppi parlamentari alle 19,00", ha detto il Cavaliere durante una conferenza stampa.

Enrico Letta già ora dà per persa Forza Italia. La fiducia è "un atto politico di verifica della nuova maggioranza", spiega una fonte di Palazzo Chigi.

Berlusconi ha definito "un colpo di Stato" la sua probabile espulsione da palazzo Madama e ha detto che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dovrebbe concedergli la grazia anche senza che lui stesso la richieda.

LETTA CONGELA IL DECRETO SULLA SECONDA RATA IMU

Il Quirinale ha ribattuto che non ci sono i presupposti per la grazia, definendo quelli di Berlusconi "giudizi e propositi di estrema gravità, privi di ogni misura nei contenuti e nei toni".

In teoria l'aula dovrebbe avviare e concludere l'esame della manovra domani, ma i lavori in commissione Bilancio procedono a fatica.

"Il governo punta a chiudere questa notte l'esame in commissione, a porre la questione di fiducia domani mattina e a votare domani sera", ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini.

La conferenza dei capigruppo, riunitasi dopo pranzo, si è aggiornata per domani alle 9,00.

"L'unico punto certo è che il voto sulla decadenza sarà il 27 novembre", secondo Luigi Zanda (Pd).

Forza Italia cerca di prendere tempo lamentando che non è ancora chiaro quale forma assumerà la Trise, la nuova imposta sugli immobili. "Oggi è fondamentale conoscere il testo del governo sulla casa", ha detto il berlusconiano Paolo Romani.

La verifica politica ha messo in naftalina il decreto per cancellare la seconda rata Imu. Secondo quanto spiega la fonte di palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri si riunirà "martedì o mercoledì", sicuramente dopo la fiducia e, forse, dopo il voto sulla decadenza.

Una pessima notizia per Forza Italia, che ha fatto dell'Imu il suo cavallo di battaglia e rischia di trovarsi all'opposizione prima che il saldo di dicembre sia eliminato.

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