SCHEDA - La legge di Stabilità del triennio 2014-2016

venerdì 20 dicembre 2013 15:52
 

20 dicembre (Reuters) - Con 350 voti favorevoli, 196
contrari e un astenuto il governo ha ottenuto la fiducia della 
Camera sulla legge di Stabilità.
    Montecitorio approverà questa sera la manovra, che lunedì
sarà all'esame del Senato per il via libera definitivo.
    Ecco i contenuti principali:
    
    IL FONDO PER RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE
    Governo e Parlamento hanno introdotto nella manovra il fondo
per la riduzione del prelievo fiscale su lavoratori, pensionati,
imprese e professionisti, che sarà alimentato da due voci: la
revisione mirata della spesa pubblica e la lotta all'evasione
fiscale.
    L'istituzione del fondo è poco più di un obiettivo
programmatico. Inoltre, i risparmi della spending review
dovranno finanziare in prima battuta "esigenze prioritarie di
equità sociale" e "impegni inderogabili".
    
    IL CUNEO FISCALE
    Il governo taglia il costo del lavoro per poco più di 2,5
miliardi nel 2014 e di circa 3 miliardi sia nel 2015 sia nel
2016.
    Limitando l'analisi al 2014, l'operazione si articola in
quattro interventi: maggiori detrazioni sull'Irpef per i redditi
medi e bassi (circa 1,5 miliardi); deduzioni dall'imponibile
Irap del costo sostenuto per i nuovi assunti a tempo
indeterminato (36 milioni); minori premi Inail (1 mld) e un
incentivo alla trasformazione dei contratti di lavoro da tempo
determinato a tempo indeterminato (70 milioni), sotto forma di
restituzione del contributo versato dalle aziende per l'Aspi,
l'assicurazione sociale per l'impiego.
    Le maggiori detrazioni assicurano ai lavoratori un beneficio
medio massimo di 228 euro tra 15.000 e 18.000 euro di reddito
lordo, meno di 18 euro al mese con tredici mensilità.
    
    L'ACE
    Rafforzata la deducibilità del rendimento prodotto dagli
aumenti di capitale (Ace). L'aliquota salirà gradualmente
dall'attuale 3% al 4% nel 2014, al 4,5% nel 2015 e al 4,75% nel
2016.
    
    LE DETRAZIONI SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE
    La manovra proroga fino al 31 dicembre 2014 la detrazione al
65% sugli interventi di riqualificazione energetica degli
edifici e la detrazione al 50% per le ristrutturazioni semplici.
    
    ARRIVA LA IUC, L'IMU SI FA IN TRE
    Cambia l'imposizione sugli immobili. La manovra istituisce
l'imposta unica comunale (Iuc) e sopprime la Tares, la tassa sui
rifiuti e sui servizi urbani in vigore nel 2013.
    La Iuc comprende l'Imu, dovuta da chiunque possegga immobili
"escluse le abitazioni principali" non di lusso, e altre due
componenti: la prima (Tari) finanzia la raccolta dei rifiuti
urbani; la seconda (Tasi) garantisce le risorse per i servizi
indivisibili come il trasporto pubblico locale, l'anagrafe,
l'lluminazione e la manutenzione delle strade.
    
    LA STRUTTURA DI TASI E TARI
    La Tari è commisurata alla superficie dichiarata o accertata
dell'immobile. In alternativa, il comune può commisurare la
tariffa "alle quantità e alle qualità medie ordinarie di rifiuti
prodotti", secondo il principio europeo 'chi inquina paga'.
    La Tasi ha un'aliquota di base dell'1 per mille e, nel caso
di immobili affittati, il conduttore partecipa con una quota
compresa tra il 10 e il 30%. Per il 2014, l'aliquota massima è
fissata al 2,5 per mille.
    La disciplina generale della Tasi prevede che i comuni
possano aumentare o diminuire l'aliquota. Il governo impone però
un tetto: la somma delle aliquote Imu e Tasi non potrà superare
i limiti stabiliti per l'Imu nel 2013. Quindi, sulle abitazioni
principali l'aliquota massima sarà pari al 6 per mille. Sugli
altri immobili, Imu e Tasi insieme peseranno al massimo il 10,6
per mille.
    
    500 MLN AI COMUNI PER LE DETRAZIONI DALLA TASI
    Il governo stanzia nel 2014 quasi 1 miliardo per consentire
ai comuni di ridurre il peso della Iuc.
    Inoltre, i sindaci avranno a disposizione altri 500 milioni
per finanziare detrazioni dalla Tasi "a favore dell'abitazione
principale e delle pertinenze della stessa, nonché dei familiari
dimoranti abitualmente e residenti anagraficamente nell'unità
immobiliare adibita ad abitazione principale".
    
    IMU DEDUCIBILE AL 20% SU CAPANNONI INDUSTRIALI, 30% IN 2013
    L'Imu sui capannoni industriali diventa deducibile al 20%
dall'imponibile Ires e Irpef (non dall'Irap). "Per l'esercizio
di imposta in corso al 31 dicembre 2013" la deducibilità è del
30%.
    Il governo introduce la tassazione al 50% ai fini Irpef dei
redditi figurativi degli immobili non locati che si trovano
nello stesso comune dove è l'immobile adibito ad abitazione
principale.
        
    BANCHE, DEDUCIBILI IN 5 ANNI LE PERDITE SUI CREDITI
    Le svalutazioni e le perdite sui crediti diventano
"deducibili in quote costanti nell'esercizio in cui sono
contabilizzate e nei quattro successivi". Le perdite realizzate
con cessione di crediti sono completamente deducibili
nell'esercizio in cui sono rilevate in bilancio.
    Il governo rende computabili nel patrimonio di vigilanza
anche le imposte differite attive che si riferiscono all'Irap.
    Altra notizia positiva per le banche: diventa fiscalmente
neutra la conversione delle obbligazioni ibride in titoli di
capitale computabili nel patrimonio di migliore qualità.
 
    Novità per le assicurazioni: la variazione della riserva
sinistri nel ramo danni, per la componente di lungo periodo,
diventa deducibile "nell'esercizio in cui è iscritta e nei
quattro anni successivi", cinque anni quindi.
    
    GLI INVESTIMENTI DI COMUNI E PROVINCE
    Grazie a un allentamento del patto di stabilità interno,
comuni e province potranno finanziare investimenti pari a 1
miliardo e rimborsare altri 500 milioni di debiti commerciali in
conto capitale.
    
    NIENTE PIÙ DERIVATI PER REGIONI ED ENTI LOCALI
    Il governo vieta a Regioni, province e comuni di stipulare
nuovi contratti derivati e contratti di finanziamento che
includono componenti derivate. Le ristrutturazioni dei contratti
in essere sono ammesse ma con vincoli precisi.
    
    GOVERNO RAFFORZA I POTERI DELLA CDP
    La Cassa depositi e prestiti potrà usare il risparmio
postale anche per finanziare le grandi imprese, non solo le
aziende di minori dimensioni.
    Il Tesoro, inoltre, potrà garantire le esposizioni assunte
dalla Cdp con il risparmio postale.
    Non solo. La Cdp potrà acquistare titoli "nell'ambito di
operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto il credito
verso piccole e medie imprese". Anche queste operazioni, se
finanziate con il risparmio postale, potranno avere la garanzia
del Tesoro.
    
    LA RIVALUTAZIONE DEI BENI D'IMPRESA
    I soggetti Ires che non adottano i criteri contabili Ias
possono rivalutare i beni d'impresa e le partecipazioni in
società controllate e collegate, ad eccezione degli immobili
strumentali. Il saldo attivo della rivalutazione può essere
affrancato, in tutto o in parte, versando un'imposta sostitutiva
di Ires e Irap del 10%.
    Il maggior valore attribuito ai beni rivalutati è
riconosciuto fiscalmente dal terzo esercizio successivo a quello
con riferimento al quale avviene la rivalutazione. Le imprese
devono però versare un'imposta sulla plusvalenza pari al 16% se
i beni sono ammortizzabili e al 12% se non sono ammortizzabili.
L'imposta è dovuta in tre rate annuali di pari importo.
    
    IMPOSTA 12% SU QUOTE BANKITALIA RIVALUTATE
    Le banche dovranno versare allo Stato un'imposta sostitutiva
di Ires e Irap pari al 12% sulle plusvalenze registrate con la
rivalutazione delle quote di Bankitalia.
    L'imposta è dovuta "in tre rate annuali di pari importo.
 
    
    L'ANATOCISMO E I SERVIZI DI PAGAMENTO
    Il Cicr, il comitato interministeriale per il credito e il
risparmio, dovrà  "stabilire modalità e criteri" per la
produzione di interessi, garantendo ai clienti "la stessa
periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia
creditori".
    La manovra prevede inoltre che i servizi di pagamento (non
il conto corrente) possano essere trasferiti da una banca
all'altra, compresa Poste, senza spese ed entro il termine di 14
giorni. Le banche coinvolte devono però aderire ai comuni
protocolli interbancari.
    
    IL BOLLO SULLE ATTIVITÀ FINANZIARIE E L'IVAFE
    L'imposta di bollo sulle comunicazioni relative a prodotti
finanziari sale al 2 per mille dall'attuale 1,5.
    Per il 2013 il bollo è dovuto "nella misura massima di 4.500
euro" se il cliente è soggetto diverso da persona fisica.
    Dal 2014 salta il bollo minimo di 34,20 euro sul conto
titoli, che resta invece sui conti correnti. "Se il cliente è
soggetto diverso da persona fisica, l'imposta è dovuta nella
misura massima di 14.000 euro".
    Aumenta al 2 per mille dall'1,5 per mille l'aliquota
dell'Ivafe, l'imposta sul valore delle attività finanziarie
detenute all'estero.
    
    LA WEB TAX
    Chi vuole acquistare "servizi di pubblicità e link
sponsorizzati on line" dovrà obbligatoriamente rivolgersi a
"soggetti titolari di partita Iva rilasciata
dall'amministrazione finanziaria italiana".
    Per determinare il reddito d'impresa, le società dovranno
utilizzare indicatori di profitto diversi da quelli applicati ai
costi sostenuti per lo svolgimento della propria attività. Una
strada che le imprese del web potranno evitare solo attivando la
procedura del ruling, l'accordo su regole e livello di prelievo
con l'Agenzia delle entrate.
    
    L'INPS E L'INPDAP
    I fondi che il Tesoro eroga all'Inps per finanziare le
pensioni erogate dall'ex Inpdap si intendono "effettuate a
titolo definitivo" e non come anticipazioni di tesoreria, cioè
prestiti. Il governo risolve così il nodo del disavanzo
'figurativo' accumulato dall'Inpdap. 
    
    IL FONDO DI SOLIDARIETÀ
    Le aziende che non hanno accesso a cassa integrazione
ordinaria e straordinaria dovranno versare un contributo al
fondo di solidarietà residuale presso l'Inps. L'aliquota è
fissata allo 0,5%.
    
    LA SANATORIA SUI BENI DEMANIALI MARITTIMI
    La manovra prevede che i procedimenti giudiziari pendenti al
30 settembre 2013 sul pagamento dei canoni e degli indennizzi
per l'uso dei beni demaniali marittimi, comprese le pertinenze,
possano essere "integralmente definiti" pagando il 30% del
dovuto oppure il 60%, compresi gli interessi legali, ma con una
rateizzazione in sei anni. Il termine per presentare la domanda
scade il 28 febbraio 2014.
    Governo e Parlamento si impegnano a riordinare l'intera
materia entro il 15 maggio.
      
    LE CARTELLE DI EQUITALIA
    I contribuenti potranno sanare le cartelle esattoriali
emesse "fino al 31 ottobre 2013" pagando l'intero importo senza
interessi di mora e per ritardata iscrizione a ruolo.
    
    GLI STADI
    La manovra consente la costruzione di nuovi stadi o
l'ammodernamento di vecchi impianti sportivi, senza però
costruire nuovi complessi di edilizia residenziale.
    
    OLTRE 4 MLD PER LE "SPESE INDIFFERIBILI" DEL 2014
    Il governo rifinanzia un nutrito elenco di spese. Le
principali sono: missioni militari all'estero (614 mln); cassa
integrazione in deroga (600 mln); la manutenzione della rete
autostradale (335 mln); il cinque per mille (400 mln); gli
interventi per gli autotrasportatori (330 mln); università e
policlinici universitari (150 mln); il fondo per i non
autosufficienti (275 mln); la social card e altre misure di
contrasto alla povertà (290 mln); la manutenzione della rete
ferroviaria (500 mln).
    
    GLI ESODATI
    La manovra garantisce il pensionamento anticipato ad altri
23.000 esodati, i lavoratori che dopo la riforma previdenziale
di fine 2011 sono senza lavoro e senza assegno pensionistico.
    
    LE DISMISSIONI: 1,5 MLD IN TRE ANNI DA VENDITA IMMOBILI
    Entro fine febbraio il governo definirà "un programma
straordinario" di cessioni di immobili pubblici, compresi quelli
detenuti dal ministero della Difesa e non utilizzati per
finalità istituzionali, tale da consentire introiti per il
periodo 2014-2016 non inferiori a 500 milioni annui.
    
    LA STRETTA SUL PUBBLICO IMPIEGO
    Il tetto di circa 302.000 euro per lo stipendio dei
dirigenti pubblici è esteso "a chiunque riceva, a carico delle
finanze pubbliche, retribuzioni o emolumenti comunque denominati
in ragione di rapporti di lavoro subordinato o autonomo",
comprese società controllate e "autorità amministrative
indipendenti".
    Il cumulo tra pensione e redditi da lavoro per i dipendenti
pubblici è limitato alla soglia di 302.000 euro.
    Rafforzato il blocco del turn over: la percentuale di
assunzioni è pari al 40% dei ritiri nel 2015, al 60% nel 2016,
all'80% nel 2017 e al 100% nel 2018.
    Anche nel 2014 l'ammontare complessivo delle risorse
destinate annualmente al trattamento accessorio del personale
non potrà superare l'importo del 2010.
    Le indennità di buonuscita dei dipendenti pubblici saranno
erogate non in un'unica soluzione ma in più tranche se superano
l'importo di 50.000 euro.
    La Banca d'Italia, nel pieno della sua autonomia, dovrà
decidere se adeguarsi o meno al nuovo e più penalizzante regime.
    
    IL CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ E LE PENSIONI D'ORO
    Il governo proroga per il triennio 2014-2016 il contributo
di solidarietà del 3% per la parte di reddito che supera i
300.000 euro.
    Scatta da gennaio e per un periodo di tre anni un nuovo
contributo di solidarietà sulle pensioni superiori a poco più di
90.000 euro lordi annui. Il prelievo è del 6% sulla parte tra 14
e 20 volte il minimo Inps, al 12% tra 20 e 30 volte e al 18% per
la parte oltre 30 volte il minimo. Il contributo vale anche per
i vitalizi e le rendite degli organi costituzionali, di regioni
e province autonome.
    Nel prossimo triennio l'adeguamento pieno all'inflazione
spetta solo agli assegni fino a tre volte il minimo Inps. Tra
tre e quattro volte il minimo l'adeguamento è al 95%, al 75% tra
quattro e cinque volte e al 50% per gli assegni tra cinque e sei
volte  il minimo Inps.
    Per le pensioni superiori a sei volte il minimo
l'adeguamento è al 40% nel 2014 e al 45% nei due anni
successivi.
    
    IL RIORDINO DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI
    Il governo dovrà fare un primo riordino delle agevolazioni
fiscali entro il 31 gennaio per reperire 488,4 milioni nel 2014,
772,8 nel 2015 e 564,7 nel 2016. In caso contrario, la
detrazione Irpef al 19% oggi riconosciuta su spese mediche,
mutui e rette universitarie si ridurrà al 18% per l'anno di
imposta 2013 e al 17% nel 2014.
    
    LA SPENDING REVIEW
    La spending review deve contribuire ai tagli di spesa
complessivi in programma tra 2014 e 2016 con 600 milioni nel
2015 e 1,31 miliardi nel 2016 e nel 2017.
    Le misure di razionalizzazione dovranno essere adottate
"entro il 31 luglio 2014".
    
    LA MANOVRA CORRETTIVA DEL TRIENNIO 2015-2017
    La legge di Stabilità include la manovra correttiva da 0,6
punti di Pil necessaria a raggiungere gli obiettivi
programmatici di indebitamento netto nel triennio 2015-2017.
    La presidenza del Consiglio dovrà emanare, "entro il 15
gennaio del 2015", un decreto per disporre "variazioni delle
aliquote di imposta e riduzioni della misura delle agevolazioni
e delle detrazioni vigenti tali da assicurare maggiori entrate"
pari a 3 miliardi nel 2015, 7 miliardi nel 2016 e 10 miliardi
dal 2017.
    Subito dopo la manovra precisa che l'aumento delle entrate
potrà essere ridotto qualora, entro il primo gennaio 2015,
"siano approvati provvedimenti normativi che assicurino, in
tutto o in parte, i predetti importi attraverso il conseguimento
di maggiori entrate ovvero di risparmi di spesa mediante
interventi di razionalizzazione e di revisione della spesa
pubblica".
    
    (Giuseppe Fonte e Roberto Landucci)
    
    
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