PUNTO 2-Eni, per vendita 3% Tesoro serve buyback 9-10% da 6 mld

giovedì 21 novembre 2013 18:15
 

(Aggiunge nota Tesoro in coda)

ROMA/MILANO, 21 novembre (Reuters) - Eni dovrà ricomprare azioni proprie sul mercato a ridosso del massimo consentito del 10% per consentire al Tesoro di cedere il 3% annunciato oggi dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, senza che lo Stato scenda sotto la soglia strategica del 30%.

L'operazione, spiegata a Reuters da due fonti vicine al dossier, comporta che Eni spenda circa 6 miliardi.

"Eni deve fare un buyback e poi annullare le azioni. A quel punto Tesoro e Cdp si troveranno con quote gonfiate [in termini percentuali]. Questo permetterà al Tesoro di cedere sul mercato una parte della sua quota gonfiata incassando 2 miliardi", spiega una delle fonti.

La seconda fonte conferma che "il buyback sarà del 10%".

Oggi il ministero dell'Economia possiede direttamente il 4,34% di Eni. La Cassa depositi e prestiti, partecipata all'80% dal Tesoro e al 18% dalle Fondazioni di origine bancaria, ha il 25,76%. La quota pubblica ammonta quindi al 30,1%.

Eni quota in Borsa 17,9 euro ad azione. Ai valori correnti è sufficiente un buyback di poco inferiore al 9% per garantire il successo dell'operazione.

Il cane a sei zampe ha già lo 0,31% di azioni proprie. Per soddisfare il Tesoro deve comprare sul mercato un altro 8,85% del capitale (323 milioni di azioni circa) per poi annullare l'intero pacchetto del 9,2%.

A quel punto la quota diretta del Tesoro salirebbe al 4,77%, la quota della Cdp al 28,37%, per un totale in mano pubblica pari al 33,14%.   Continua...