21 novembre 2013 / 15:28 / 4 anni fa

PUNTO 6-Letta annuncia privatizzazioni fino a 12 mld, c'è anche Eni

* Letta rassicura Ue: ridurremo debito in 2014

* Saccomanni: da cessione Eni attesi 2 mld

* Oltre a Eni cessioni in altre 7 controllate (Aggiunge dichiarazioni Letta e Saccomanni)

di Francesca Piscioneri e Stefano Bernabei

ROMA, 21 novembre (Reuters) - Il governo ha annunciato oggi dismissioni fino a 12 miliardi per il prossimo anno con l'obiettivo di fare scendere il debito nel 2014 come richiesto dalla Commissione europea e riconquistare spazio di manovra sugli investimenti per la crescita.

"Gli introiti previsti dal piano sono di 10-12 miliardi che andranno metà a riduzione del debito 2014 e metà alla ricapitalizzazione di Cdp", ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta al termine del Consiglio dei ministri.

La cifra è superiore all'obiettivo di introiti per mezzo punto di Pil l'anno (7,5 miliardi di euro) previsti originariamente dalle privatizzazioni dal 2014 al 2017.

"Si tratta di un primo pacchetto di privatizzazioni abbastanza agevole dal punto di vista delle scelte e rapido. Contiamo che possa dare il prossimo anno i suoi risultati. Apriremo poi la discussione su altri soggetti sui quali è necessaria una istruttoria maggiore", ha aggiunto Letta.

Il governo spera che l'annuncio di oggi fughi le perplessità di Bruxelles sulla capacità dell'Italia di ridurre adeguatamente il deficit strutturale e il rapporto debito/Pil attraverso le misure contenute nella legge di Stabilità.

Un giudizio positivo dell'Ue, che domani riunisce l'Eurogruppo, consentirebbe a Roma di poter gestire investimenti aggiuntivi per circa 3 miliardi di euro nel 2014.

"Abbiamo fatto le privatizzazione e la spending review per consentire a [il ministro dell'Economia Fabrizio] Saccomanni di andare a Bruxelles e battagliare con più forza e argomenti", ha detto Letta nel pomeriggio intervenendo in collegamento video a un convegno a Milano.

Il pacchetto di privatizzazioni prevede, tra l'altro, la cessione del 3% di Eni senza discesa sotto il 30%, con una operazione di buyback, e la vendita di quote - di controllo e non - di altre società di proprietà pubblica.

Nella lista citata da Letta non appaiono Finmeccanica e Enel e fa invece ingresso il 50% di Stm Holding, la società che detiene il 28,23% di STMicroelectronics .

Il pacchetto coinvolge anche la Cassa depositi e prestiti, holding detenuta all'80% dal Tesoro e al 18% dalle Fondazioni bancarie.

E' stata infatti confermata anche la cessione di una quota non di controllo di Cdp Reti, la società che detiene il 30% più 1 azione di Snam e nella quale potrebbe confluire il 29,9% di Terna detenuto da Cdp. In Cdp Gas è invece la partecipazione nel gasdotto Tag, pure destinato a cessione parziale.

"Il tasso di cessione delle reti in possesso di Cdp sarà nell'ordine del 50%", ha detto Saccomanni.

Andranno sul mercato quote di maggioranza di Sace (100% Cdp) e Grandi Stazioni (60% Fs), e il 40% circa di Enav e Fincantieri (quasi 100% Fintecna-Cdp).

PIANO DISCESA DEBITO A VIGILIA EUROGRUPPO

Dentro il pacchetto annunciato c'è anche un buyback che riguarda Eni. "La cessione di un ulteriore 3% di Eni, senza discesa sotto il 30%, attraverso un buyback consentirà l'anno prossimo di avere azioni in soprannumero che venderemo al mercato", ha detto il premier.

Il Tesoro detiene direttamente il 4,34% di Eni, e il 25,76% tramite Cdp per un totale di 30,1%.

Secondo due fonti vicine al dossier questa operazione implica per Eni l'acquisto di azioni proprie per un 10% circa con un valore di mercato di circa 6 miliardi. Eni dovrebbe annullare le azioni acquistate in modo da far crescere relativamente il peso delle quote in mano a Tesoro e Cdp e consentire allo Stato di vendere una quota del 3%.

"Questo ci consentirebbe di smobilizzare 2 miliardi", ha detto Saccomanni.

La Commissione europea ha sancito venerdì scorso che l'Italia nel 2014 non potrà utilizzare la clausola che esclude la spesa per investimenti dal calcolo del rapporto deficit/Pil, che per il governo sarà pari al 2,5% a fronte del 2,7% visto dalla Ue.

Per Letta, il governo oggi vuole dare "una prima risposta alla necessità che nel 2014 non solo il deficit sia sotto controllo ma anche il debito pubblico complessivo inizi un percorso di discesa per la prima volta dopo 5 anni - nei quali è salito da 105 a 133,3%. Il bilancio che vogliamo scrivere per il 2014 è che si abbia una riduzione del dato complessivo del debito pubblico".

In base alle stime d'autunno diffuse il 5 novembre, la Ue vede nel 2014 il debito/Pil al 134% dal 133% del 2013. Il governo stima invece una minima riduzione al 132,8% dal 132,9% del 2013. E le stime divergono fortemente anche in tema di Pil 2014, con il governo Letta all'1,1% e la Ue che si ferma allo 0,7%.

Il ministro dell'Economia aveva già replicato all'esecutivo Ue annunciando l'arrivo di diversi miliardi dalla spending review e dalle privatizzazioni.

All'Eurogruppo di domani, al quale Saccomanni parteciperà, spetta la decisione politica sulla legge di Stabilità.

- hanno collaborato Elvira Pollina e Luca Trogni da Milano

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