20 novembre 2013 / 17:34 / 4 anni fa

Imu, sul tavolo aumento acconti anche per le imprese - fonte

ROMA, 20 novembre (Reuters) - L'aumento degli acconti Ires e Irap dovrebbe colpire anche le imprese, non solo banche e assicurazioni.

Secondo quanto riferisce una fonte governativa, il Tesoro vuole disinnescare qualsiasi rischio che l'indebitamento di quest'anno superi il 3% del Pil.

"Il ministero è orientato a far scattare la clausola di salvaguardia" prevista dal decreto legge di fine agosto che ha abolito la prima rata Imu, spiega la fonte.

Gli acconti delle imprese dovrebbero salire di due punti percentuali. Non è invece ancora chiaro se aumenteranno anche le accise sui carburanti.

Il Tesoro può agire con un provvedimento amministrativo o far concluire i nuovi acconti nel decreto legge che abolisce la seconda rata Imu, domani sul tavolo del Cdm.

Il problema nasce dal fatto che la sanatoria sulle slot machine ha prodotto risultati inferiori alle attese. Rispetto a poco più di 600 milioni stimati, il Tesoro ha incassato finora 350 milioni.

Il contributo delle società finanziarie è ancora più pesante. Per cancellare la seconda rata il Tesoro vuole aumentare gli acconti di banche e assicurazioni "oltre il 120%" sia nel 2013 sia nel 2014, spiega la fonte.

Il decreto legge è ancora in discussione e pertanto ha un valore che oscilla tra 2 e 3 miliardi di euro.

Esentare solo abitazioni principali e case popolari, come propone il Tesoro, costa poco più di 2 miliardi. Esentare anche i terreni agricoli e i fabbricati rurali, come chiedono Forza Italia e Nuovo centrodestra, aumenta le esigenze di copertura a 2,4 miliardi.

Poi c'è il fronte dei comuni. Il governo ha promesso di restituire ai sindaci tutto il mancato gettito Imu. Il Tesoro calcola gli oneri applicando le aliquote standard del 2012. I sindaci chiedono di avere tutto il gettito, comprese le maggiori aliquote già decise da numerosi comuni. La differenza vale almeno 500 milioni.

La carta di riserva che Via XX Settembre si riserva di utilizzare è un ulteriore anticipo di imposta a carico di banche e società di intermediazione finanziaria (Sim).

Il decreto, spiega la fonte, potrebbe introdurre un acconto del 100% dell'imposta sostitutiva al 20% su plusvalenze e proventi da attività finanziarie.

(Giuseppe Fonte)

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