November 19, 2013 / 1:32 PM / 4 years ago

PUNTO 1-Imu resta su terreni agricoli, fabbricati rurali - Fassina

3 IN. DI LETTURA

* Forza Italia insorge contro Saccomanni

* La copertura dai maxi acconti di banche, assicurazioni

* L'Ue potrebbe contestare il "prestito forzoso" (Aggiunge altri dettagli, contesto)

ROMA, 19 novembre (Reuters) - Il decreto legge che elimina la seconda rata dell'Imu 2013, atteso questa settimana al Consiglio dei ministri, non dovrebbe applicarsi ai terreni agricoli e fabbricati rurali, limitando così l'esigenza di copertura a 2 miliardi dai 2,4 miliardi previsti in un primo tempo.

Lo ha detto il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato sul ddl di Stabilità.

"Confermo l'orientamento del Tesoro di escludere i terreni agricoli. L'impegno è di reperire due miliardi", ha detto Fassina, aggiungendo che il consiglio dei ministri che varerà il decreto si terrà questa settimana, "forse giovedì".

A fine agosto il governo ha promesso al centrodestra di trovare i 2,4 miliardi per eliminare la seconda rata Imu del 2013 su abitazioni principali, terreni agricoli e fabbricati rurali. L'esclusione del comparto agricolo fa insorgere Forza Italia.

"È inaccettabile", dice il berlusconiano Maurizio Gasparri.

"Il ministro [delle Politiche agricole Nunzia] De Girolamo si è impegnato a scongiurare quella che per gli agricoltori sarebbe una vera catastrofe e il gruppo Pdl-Fi al Senato sarà vigile sentinella per garantire che i patti presi siano rispettati", ha aggiunto.

La De Girolamo, che assieme agli altri ministri del Pdl ha lasciato Silvio Berlusconi per approdare nel Nuovo centrodestra, non ha ancora risposto alle sollecitazioni degli ex compagni di partito.

Altro elemento di tensione è che la stima di copertura del mancato gettito si riferisce alle aliquote Imu standard del 2012 e non tiene conto dei rialzi già decisi per l'anno in corso da numerosi comuni.

Fonti del governo hanno detto che a garantire la copertura saranno banche e assicurazioni con un aumento "oltre il 110% degli acconti Ires e Irap di fine novembre" 2013. Fassina ha confermato che questa è al momento "l'ipotesi sul tavolo".

Aumentare ora gli acconti comporta minor gettito il prossimo anno. Un'ipotesi che il Tesoro sta vagliando consiste nel prorogare anche al 2014 gli anticipi, rimandando all'anno successivo la copertura definitiva.

Ma secondo una fonte di settore la Commissione europea potrebbe vedere nell'operazione una sorta di "prestito forzoso" chiesto dal Tesoro al settore finanziario.

"L'alternativa è allargare alle imprese l'aumento degli acconti", spiega la fonte.

(Roberto Landucci, Giuseppe Fonte)

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