18 novembre 2013 / 11:59 / tra 4 anni

Germania, entra nel vivo trattativa Cdu-Spd, restano punti da chiarire

BERLINO, 18 novembre (Reuters) - Dopo tre settimane di perliminari entrano finalmente nel vivo i colloqui per la formazione del nuovo esecutivo tedesco bicolore Cdu-Spd, con l‘obiettivo di mettere assieme il nuovo consesso dei ministri entro Natale.

Se ciascuna delle parti ha naturalmente dovuto fare delle concessioni all‘altra, i cristiano-democratici di Angela Merkel e gli alleati bavaresi della Csu auspicano però che la vittoria ad ampio margine ottenuta alle legisaltive del 22 settembre scorso consenta al centro-destra di aggiudicarsi poltrone chiave tra il portafoglio dei ministeri.

“Il 40% degli elettori ha scelto di appoggiare la piattaforma dei conservatori, mentre il sostegno alla Spd è di molto inferiore... questo semplice dettaglio deve riflettersi nel programma della grande coalizione” dice il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble in un‘intervista a Bild in edicola oggi.

Dal mondo dell‘industria e in particolare dal settore auto iniziano intanto a levarsi i primi moniti.

Volkswagen, Bmw, Daimler e Opel, controllata Gm, hanno riunito ieri i vertici e incaricato Dieter Zetsche, numero uno Daimler, di avvertire che “se le condizioni in Germania si dovessero deteriorare dovremmo pensare a trasferire altrove la produzione”.

Né Angela Merkel, soprannominata ‘cancelliere dell‘auto’ né il presidente Spd Sigmar Gabriel, il cui partito è vicino alle posizioni del sindacato, hanno alcuna intenzione di mettere a repentaglio l‘elevato tasso di occupazione e la solida ripresa economica.

Se in un congresso a Lipsia Gabriel ha detto che intende “rafforzare la competenza economica” della Spd, il segretraio generale Cdu Hermann Grohe spiega che “i partiti della coalizione possono lavorare insieme per evitare di mettere a rischio posti di lavoro”.

Saranno però i dettagli a fare la differenza nella bozza finale del documento, 160 pagine frutto del lavoro di ben dodici gruppi, che verrà attentamente esaminato dal centro-sinistra prima del ballottaggio dei primi di dicembre.

Una bocciatura da parte della Spd potrebbe teoricamente far saltare del tutto l‘accordo.

Sembra comunque interesse di entrambe le parti di arrivare a un‘intesa entro il 26 novembre.

La Spd ha nel frattempo lasciato cadere uno dei principali cavalli di battaglia della propria campagna elettorale - una tassazione più elevata sui redditi più alti - ottenendo in cambio il disco verde al salario minimo di 8,50 euro l‘ora da applicare a ogni categoria di lavoratori.

Seconda vittoria almeno parziale per il centro-sinistra l‘assegnazione della doppia cittadinanza ai residenti di paesi extra Ue, particolarmente significativa per la numerosissima comunità turca.

“Se mettiamo peletti su ogni singolo punto la trattativa non può nemmeno iniziare” commenta pragmatica Angela Merkel, che negli ultimi otto anni alla guida del paese è già venuta incontro alle richieste del centrp-sinistra sui temi del nucleare e del servizio militare.

Gli ultimi dieci giorni del negoziato si profilano comunque piuttosto tesi; a parere del presidente del gruppo Cdu-Csu al Bundestag Volker Kauder “i punti chiave dell‘accordo saranno decisi soltanto gli ultimi due giorni”.

Sempre a parere di Kauder, la trattativa ha comuque finora visto una sostanziale affermazione della linea della cancelliera; secondo dichiarazioni apparse ieri sulla stampa locale le promesse elettorali del centro-destra hanno finora prevalso sui temi più delicati come il mancato incremento di imposte e debito, il ‘no’ a strumenti anti-crisi comuni sovvenzionati da fondi Ue che scarichino su Berlino i costi dei salvataggi di partner della zona euro in difficoltà.

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