November 15, 2013 / 11:20 AM / 4 years ago

Destinazione Italia, credito d'imposta, agevolazioni Pmi in bozza ddl

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ROMA, 15 novembre (Reuters) - Credito di imposta sugli investimenti in ricerca e sviluppo, nuovi canali di finanziamento per piccole e medie imprese, procedure semplificate per l'avvio di imprese e liberalizzazione delle grandi locazioni commerciali.

Sono i capitoli principali del disegno di legge su Destinazione Italia, il piano del governo per aumentare gli investimenti diretti dall'estero.

Stralciate le cartolarizzazioni del Gse, il Gestore dei servizi energetici, l'articolo 1 ora contiene solo l'incentivo ai produttori di energia da fonti rinnovabili per distribuire nel tempo gli oneri in bolletta.

L'articolo 7 conferma il credito di imposta al 50% sugli investimenti in ricerca e sviluppo nel triennio 2014-2016. L'agevolazione spetta per un importo massimo di 2,5 milioni a tutte le imprese che sostengono una spesa minima di 50.000 euro.

In termini di competenza il bonus costa 187 milioni nel 2014, 134 nel 2015 e 78 nel 2016. Il governo vuole garantire la copertura utilizzando i fondi strutturali europei del periodo 2014-2020. Se la Commissione europea non farà obiezioni, l'Italia avrà quindi molte più chance di utilizzare i fondi per il ben più ambizioso piano di riduzione del cuneo fiscale, spiega una seconda fonte governativa.

Gli articoli 3 e 4 cercano di rendere le piccole e medie imprese meno dipendenti dal credito bancario.

Un primo intervento consente alle imprese di porre i beni mobili anche a garanzia di obbligazioni e minibond.

Non solo: il disegno di legge modifica la legge 130 del 1999 consentendo di cartolarizzare anche le obbligazioni e i minibond.

Un terzo intervento punta a rendere più facile per compagnie di assicurazione, fondi pensione ed enti previdenziali investire in obbligazioni (anche prive di rating) e titoli cartolarizzati. Il disegno di legge modifica infatti la complessa normativa che definisce quali attivi possano andare a copertura delle riserve tecniche.

L'articolo 11 elimina qualsiasi vincolo per i contratti di locazione commerciale "con un canone annuo superiore a 40.000 euro" o "a 250.000 euro per gli immobili adibiti ad attività alberghiera".

Il governo semplifica il regime delle Siiq, le società di investimento immobiliare quotate. La bozza prevede tra l'altro che le Siiq debbano distribuire almeno il 70% degli utili, non l'85% come avviene ora.

L'articolo 12 pone le basi per semplificare le procedure necessarie ad avviare attività economiche e punta a ridurre i controlli preventivi a carico dell'ufficio del registro delle imprese.

(Giuseppe Fonte)

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