14 novembre 2013 / 08:49 / 4 anni fa

PUNTO 1-Telecom,no fusione Telefonica,Telco non muta fino a 2015-Alierta a Sole

(Aggiunge dichiarazioni da intervista, contesto)

MILANO, 14 novembre (Reuters) - Telefonica non eserciterà l‘opzione call per salire al 100% di Telco, la holding che controlla il 22,4% di Telecom Italia, ed esclude la necessità di una fusione con la compagnia italiana.

Lo dice il presidente del gruppo spagnolo Cesar Alierta in un‘intervista a Il Sole 24 Ore in cui esclude che gli altri soci di Telco - Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo - abbiano intenzione di lasciare la holding prima della scadenza naturale di febbraio 2015.

“La struttura dei nuovi accordi è chiarissima. Telefonica non può salire sopra il 49% di Telco”, spiega Alierta aggiungendo di ritenere che “anche gli altri, Mediobanca compresa, resteranno in Telco fino al termine di febbraio 2015”.

A fine settembre i soci italiani di Telco e Telefonica hanno siglato un accordo in base al quale la società spagnola aumenterà al 66% la propria partecipazione nella holding ma senza diritti di voto. Dall‘1 gennaio Telefonica, in base agli accordi, potrà acquistare il diritto di voto su Telco fino al 64,9% e per cassa tutte le azioni in mano ai soci italiani. Nel periodo 15-30 giugno 2014 sarà possibile per i soci comunicare l‘uscita dal patto.

Il numero uno del gruppo spagnolo aggiunge che “non c‘è bisogno di una fusione Telefonica-Telecom, che non è in programma” così come non è in programma una fusione tra Vivo e Tim Brasil, controllate brasiliane delle due compagnie.

“Non sono mica matto ad agitare le acque su un mercato dal quale deriva il 23% dei ricavi di tutto il gruppo Telefonica”, dice. E sul tema sinergie e debito, spina nel fianco di entrambe, Alierta spiega che “le sinergie sono positive, ma quello che conta è lo sviluppo” e che l‘Ad Marco Patuano “ha avviato un piano da 4 miliardi che porterà il parametro net/debt/ebitda a un livello più accettabile, non superiore a 2,2 volte, mi sembra un buon inizio”.

Alierta definisce il piano messo a punto da Patuano “uno spettacolare lavoro” e si augura che sia sufficiente a scongiurare il downgrade da parte di Standard & Poor’s che si esprimerà a giorni.

In merito allo scorporo della rete e a un eventuale investimento della Cdp, Alierta spiega che “gli investimenti li farà Telecom” e che “non c‘è bisogno di aiuti esterni”.

“L‘importante è il mix: noi siamo a favore degli investimenti in fibra perché sono necessari per Telecom, ma ancora di più per l‘Italia”, afferma.

Una parola anche su Marco Fossati, azionista con il 5% che spinge per il rinnovo dell‘intero consiglio. “Fossati è preoccupato come noi per le quotazioni del titolo, gli obiettivi sono coincidenti. Per questo è necessario migliorare la gestione del mercato domestico”, dice Alierta.

E se passasse la revoca chiesta da Fossati, “nel board ci saremo comunque”, aggiunge.

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