PUNTO 1-Governo, Alfano: crisi non servirebbe né a Berlusconi né a Paese

mercoledì 13 novembre 2013 10:48
 

(Aggiorna con dichiarazioni a Canale 5)

ROMA, 13 novembre (Reuters) - A tre giorni dalla riunione del Consiglio nazionale del Pdl, che potrebbe mettere in crisi l'attuale maggioranza, il vice premier Angelino Alfano dice che una crisi di governo per l'eventuale decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare non aiuterebbe né il leader né il partito e favorirebbe invece il ritorno della tassazione sugli immobili e una riforma della legge sull'immigrazione.

"Fino all'ultimo... chiederemo al Pd di fermarsi sull'applicazione retroattiva della legge Severino. Ma noi non abbiamo preso un impegno con il Pd, bensì con gli italiani", ha detto Alfano, che è anche ministro dell'Interno, in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera.

Berlusconi è stato condannato in via definitiva il primo agosto a quattro anni di reclusione di cui tre condonati per frode fiscale, uno dei reati che per la legge Severino - votata nel 2012 anche dal Pdl - costa l'ineleggibilità o la decadenza da parlamentareper sei anni. Per il partito di centrodestra la legge, però, non sarebbe applicabile al caso del Cavaliere, perché la sua retroattività sarebbe incostituzionale.

L'aula del Senato voterà il prossimo 27 novembre l'espulsione di Berlusconi.

Alfano, che rivendica al Pdl l'abolizione dell'Imu, la riforma di Equitalia e il rilancio dell'ecobonus, ha detto: "... Già oggi è chiaro cosa accadrebbe se non fossimo più al governo: da una nuova tassazione degli immobili, alla diminuzione nell'uso del contante, fino a una legislazione che aprirebbe in modo indiscriminato le nostre frontiere".

Parlando questa mattina durante la trasmissione "La telefonata di Belpietro" su Canale 5, Alfano ha aggiunto che "se Letta cade le alternative non sarebbero molte: un governo di sinistra oppure elezioni anticipate senza Berlusconi".

Un sondaggio Ipr diffuso ieri indica che gli elettori del Pdl sono divisi a metà sulla scelta di restare o meno al governo anche dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi.

Per Alfano, l'idea di "punire" il Pd facendo cadere il governo non avrebbe senso: "... quale beneficio ne trarrebbero il Paese, il leader del Pdl e il suo partito? Senza considerare che una parte del Pd non considererebbe questa scelta una sanzione, ma un regalo".   Continua...