Governo, Alfano: crisi non servirebbe né a Berlusconi né a Paese -stampa

mercoledì 13 novembre 2013 08:07
 

ROMA, 13 novembre (Reuters) - A tre giorni dalla riunione del Consiglio nazionale del Pdl, che sancirà la rinascita di Forza Italia, il vice premier Angelino Alfano dice che una crisi di governo per l'eventuale decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare non aiuterebbe né il leader né il partito e favorirebbe invece il ritorno della tassazione sugli immobili e una riforma della legge sull'immigrazione.

"Fino all'ultimo... chiederemo al Pd di fermarsi sull'applicazione retroattiva della legge Severino. Ma noi non abbiamo preso un impegno con il Pd, bensì con gli italiani", ha detto Alfano, che è anche ministro dell'Interno, in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera.

Berlusconi è stato condannato in via definitiva il primo agosto per frode fiscale, uno dei reati che per la legge Severino - votata nel 2012 anche dal Pdl - costa l'ineleggibilità o la decadenza da parlamentare. Per il partito di centrodestra la legge però non sarebbe applicabile al caso del Cavaliere, perché la sua retroattività sarebbe incostituzionale.

L'aula del Senato voterà il prossimo 27 novembre l'espulsione di Berlusconi.

Alfano, che rivendica al Pdl l'abolizione dell'Imu, la riforma di Equitalia e il rilancio dell'ecobonus, ha detto: "... Già oggi è chiaro cosa accadrebbe se non fossimo più al governo: da una nuova tassazione degli immobili, alla diminuzione nell'uso del contante, fino a una legislazione che aprirebbe in modo indiscriminato le nostre frontiere".

Un sondaggio Ipr diffuso ieri indica che gli elettori Pdl sono divisi a metà sulla scelta di restare o meno al governo anche dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi.

Per Alfano, l'idea di "punire" il Pd facendo cadere il governo non avrebbe senso: "... quale beneficio ne trarrebbero il Paese, il leader del Pdl e il suo partito? Senza considerare che una parte del Pd non considererebbe questa scelta una sanzione, ma un regalo".

Il vice premier dice invece che Berlusconi dovrebbe guidare il centrodestra alla vittoria alle europee del 2014 e pii ricandidarsi a premier alle previste politiche del 2015, quando terminerà il governo delle "larghe intese".

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