Italia, bene legislazione per finanziamento infrastrutture - S&P

martedì 12 novembre 2013 13:13
 

MILANO, 12 novembre (Reuters) - L'Italia si è dotata di un quadro normativo adeguato che permette di finanziare gli investimenti infrastrutturali tramite una combinazione di credito bancario e obbligazioni capaci di convogliare l'interesse degli investitori istituzionali.

Lo sostiene l'agenzia di rating Standard & Poor's in un repporto dedicato al tema del finanziamento delle infrastrutture in Italia.

S&P ricorda che, secondo le previsioni della Cassa Depositi e Prestiti, l'Italia avrà bisogno di circa 340 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali entro il 2020, sottolineando come il governo abbia preso atto che tali cifre non potranno essere più finanziate, come accaduto finora, esclusivamente dallo stato o dalle banche.

Secondo S&P la legislazione introdotta nel 2012 (Decreto liberalizzazioni, primo e secondo Decreto sviluppo) "introducono un regime di regolamentazione legale e fiscale più innovativo e benigno, che potrebbe supportare lo sviluppo di un mercato dei project bond" e permettere all'Italia di "sfruttare la crescente domanda, fiducia e appetito per gli asset infrastrutturali esistente tra gli investitori europei e internazionali".

In particolare conclude S&P, i progetti di grande dimensione (oltre i 300 milioni di euro di valore) sono quelli che hanno le maggiori opportunità di essere finanziati attraverso i project bond, in quanto "le transazioni di grande scala tipicamente necessitano di un ampio gruppo di investitori rispetto ai progetti di piccola o media dimensione".

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