November 11, 2013 / 2:37 PM / 4 years ago

PUNTO 1-Legge Stabilità, numero emendamenti non spaventa - Saccomanni

4 IN. DI LETTURA

* Il ministro: "Fondamentale mantenere la stabilità politica"

* Presentati oltre 3.000 emendamenti in Senato

* Pd-Pdl: allargare no tax area a redditi sotto i 12.000 euro (Accorpa pezzi precedenti, aggiorna con emendamento su no tax area)

ROMA, 11 novembre (Reuters) - Gli oltre 3.000 emendamenti presentati dai partiti alle legge di Stabilità non preoccupano il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, che vede l'Italia avviata verso una graduale ripresa, purché non ci sia crisi di governo, né sia superato il tetto del 3% del deficit/Pil.

"Non ci spaventa l'alto numero di emendamenti che saranno tutti valutati dalle commissioni competenti e dalla Ragioneria generale dello Stato per i profili di ammissibilità e di copertura", ha detto l'ex direttore generale della Banca d'Italia parlando alla scuola di polizia tributaria della Guardia di finanza.

La Commissione Bilancio inizierà a esaminare gli emendamenti da domani. Pd e Pdl vogliono rimettere mano all'intera manovra: dal taglio del cuneo fiscale all'imposizione sugli immobili fino al nuovo regime di parziale indicizzazione delle pensioni inferiori a 3.000 euro.

Tra i 3.092 emendamenti presentati, uno del Pd e un altro del Pd convergono sull'obiettivo di allargare l'esenzione dall'Irpef dei redditi inferiori a 12.000 euro contro i circa 7.500 euro attuali.

Entro venerdì è atteso il primo verdetto della Commissione Ue sul bilancio 2014 come previsto dalle regole del two pack.

Stabilita' Politica Fondamentale

Comunque esca dal vaglio della maggioranza di larghe intese in Parlamento, la legge di Stabilità dovrà contemperare le politiche per la crescita con il risanamento della finanza pubblica, ha avvertito oggi Saccomanni.

"Ogni allentamento della disciplina di bilancio si rifletterebbe sui costi di finanziamento del Tesoro, che ogni mese colloca in media titoli per 40 miliardi", ha detto il ministro nel suo discorso ai finanzieri.

"Per questa ragione essenziale l'indebitamento netto deve restare entro la soglia del 3 per cento del Pil", ha concluso sul punto.

L'Italia, che a maggio è uscita dalla procedura per deficit eccessivo, prevede di raggiungere un deficit pari al 2,5% il prossimo anno dal 3% stimato per il 2013, contro la previsione del 2,7% della Commissione Ue.

Il trend del debito è visto da Saccomanni al 132,9% del Pil quest'anno e al 132,8% il prossimo contro rispettivamente il 133% e il 134% previsti da Bruxelles.

Ma non basta, dice il ministro. Per mantenersi sulla rotta del risanamento più crescita è "fondamentale che permangano condizioni di stabilità politica; è un ingrediente indispensabile per assicurare continuità all'azione di governo e sostenere la fiducia dei mercati nella capacità di ripresa della nostra economica".

Ieri Silvio Berlusconi ha lanciato un avvertimento all'ala governativa del Pdl guidata dal vice premier Angelino Alfano, tracciando un parallelo con Gianfranco Fini, l'ex alleato cacciato dal partito e rimasto fuori dal Parlamento dopo le elezioni di febbraio.

"Se si contraddicono i nostri elettori, non si va da nessuna parte. Anche Fini e altri ebbero due settimane di spazio sui giornali, ma poi è finita come è finita", ha detto il Cavaliere in un'intervista all'Huffington Post Italia.

(Roberto Landucci)

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