PUNTO 1-Derivati, Piemonte ammesso a ricorso Londra contro banche, Dexia smentisce

venerdì 8 novembre 2013 19:45
 

(cambia titolo, aggiunge nota Dexia)

MILANO, 8 novembre (Reuters) - La Regione Piemonte ha annunciato oggi che la Court of Appeal di Londra le ha accordato il diritto di ricorrere in appello contro la sentenza della High Court of Justice dello scorso luglio, nell'ambito del procedimento giudiziale sui derivati, che vede contrapposta l'amministrazione regionale alle banche Intesa Sanpaolo e Dexia Crediop.

Secondo Dexia però "la notizia diffusa non è veritiera", perché la Corte avrebbe aggiornato l'udienza.

"La Court of Appeal di Londra, al termine dell'udienza orale per l'autorizzazione all'appello, riconoscendo implicitamente all'ente piemontese la sussistenza dei presupposti per far valere le proprie ragioni negli ulteriori gradi di giudizio, ha accordato alla Regione il diritto all'appello riguardo la sentenza emanata dalla High Court of Justice il 16 luglio scorso" si legge nella nota del Piemonte.

Il contenzioso, pendente presso la giustizia inglese, riguarda la stipula di contratti derivati tra la Regione e le banche negli anni 2006-2007.

Lo scorso luglio il giudice inglese aveva stabilito che l'ente doveva pagare 36 milioni di euro più interessi alle due banche .

Nella nota la Regione Piemonte sottolinea che "l'autorizzazione all'appello riapre quindi la discussione circa la validità e l'efficacia dei contratti derivati sottoscritti" e ricorda che, nell'ambito della medesima controversia sui derivati, rimane ancora pendente il giudizio di fronte al Consiglio di Stato italiano, la cui decisione è attesa per il prossimo 18 dicembre.

"Contrariamente a quanto riferito dalla Regione Piemonte nel suo comunicato odierno, nell'udienza di stamattina la Court of Appeal di Londra non ha concesso alla Regione Piemonte l'autorizzazione ad effettuare appello da essa richiesta. La Court of Appeal di Londra ha aggiornato l'udienza a data da destinarsi, riservando la decisione a un'ulteriore udienza", scrive in serata Dexia in una nota.

Intesa non ha commentato.

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