Banche, bene taglio Bce ma pesano spread e troppe tasse-Patuelli

venerdì 8 novembre 2013 11:35
 

ROMA, 8 novembre (Reuters) - L'inatteso taglio dei tassi di riferimento allo 0,25% ieri da parte della Bce "sicuramente" darà benefici alle banche e al sistema economico, ma sui tassi italiani pesa più lo spread dei livelli del tasso europeo di riferiemento.

Lo ha detto il presidente dell'Abi Antonio Patuelli a Radio Anch'io, auspicando che il varo della legge di Stabilità contribuisca a ridurre il rischio di una risalita del differenziale di rendimento dei titoli sovrani italiani con i tedeschi.

Il presidente dell'Abi ribadisce che le banche italiane sono le più tassate in Europa e avverte che non potranno sopportare ulteriori aumenti della pressione fiscale.

Benefici dal taglio Bce? "Sicuramente, se questo non sarà contemporaneamente annullato od oltre da una ricrescita dello spread", dice Patuelli.

"I tassi in Italia sono determinati molto più dallo spread che dal tasso di sconto della Bce e quindi bisogna che le normative che vengono varate in queste settimane e in particolare la legge finanziaria di Stabilità combattano a fondo questo malanno che colpisce l'Italia da almeno due anni", ha aggiunto.

Poi, confermando la linea della tranquillità già chiaramente espressa anche dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco alla Giornata del Risparmio, Patuelli si dice fiducioso per gli esiti dei prossimi stress test sulle banche in tutta Europa che farà la Bce nel 2014.

"Le nostre banche stanno facendo il possibile e l'impossibile per essere adeguate alle attese positive degli stress test ma in Italia sono oberate soprattutto di tasse", ha detto.

E quindi aggiunge che "un qualsiasi ulteriore aumento della pressione fiscale in queste settimane sulle banche italiane, le più schiacciate rispetto alle concorrenti europee, penalizzerebbe proprio le banche italiane e quindi l'Italia tutta negli imminenti stress test che verranno fatti dalla Bce".

Infine il presidente dell'Abi risponde a chi chiede se ora ci sarà più possibilità di dare credito, visto l'allentamento monetario della Bce di ieri, ricordando che "le banche italiane prestano più denari di quanti ne raccolgano" e che "le banche italiane anche nei primi tre anni di crisi 2008, 2009, 2010 e per un pezzo del 2011, hanno sempre incrementato gli impieghi. Solamente dopo l'eplosione della crisi del debito sovrano con lo spread hanno dovuto conseguentemente e parzialmente scendere da questo massimo storico, ma i livelli a cui siamo attualmente sono di prestiti ben superiori a quelli di prima della crisi del 2008".

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