6 novembre 2013 / 09:38 / 4 anni fa

Legge Stabilità, non ci sono i 2 mld per migliorarla- Fassina

ROMA, 6 novembre (Reuters) - Chi chiede di cambiare la legge di Stabilità aggiungendo due miliardi di risorse aggiuntive dovrà avere il coraggio di presentare emendamenti che dicano dove trovare queste risorse che oggi non ci sono.

Stefano Fassina, vice ministro dell'Economia, taglia corto sulle richieste di modifica parlamentare della manovra varata dal governo e in una intervista a L'Avvenire dice che questi soldi non ci sono.

"Tanti hanno indicato un deficit di coraggio del governo, aspettiamo ora emendamenti coraggiosi che ci permettano di trovare risorse", ha detto riferendosi alle molte richieste, tra cui quella di Guglielmo Epifani, segretario del suo stesso partito, il Pd, di dare più risorse per lo sviluppo e l'occupazione.

"Ma le condizioni non ci sono. Il governo tutto quello che poteva fare l'ha fatto nel disegno di legge. Non ci sono 'tesoretti' coperti, da tirare fuori al momento opportuno. Non ci sono 2 miliardi, non ce n'è nemmeno uno", ha detto Fassina.

Ieri il commissario europeo agli affari economici e monetari Olli Rehn ha chiesto che le autorità italiane "assicurino che ogni possibile cambiamento sia finanziato pienamente in maniera credibile".

Intanto da Londra, sempre ieri, il ministero dell'Economia Fabrizio Saccomanni ha avvertito sulle difficoltà di trovare i 2,4 miliardi per non far pagare agli italiani la seconda rata dell'Imu 2013.

Fassina conferma che "il reperimento delel risorse è certamente difficile" ma parla di "impegno del governo che verrà rispettato".

Come è ancora questione aperta. "Siamo determinati a risolvere il problema. L'anticipo a carico delle banche? Ci sono diverse opzioni in campo, valuteremo quella migliore", ha detto il vice ministro dell'Economia.

Oggi, parlando a Sky, il ministro della funzione pubblica Giampiero D'Alia invita alla cautela, "a non fare annunci che non hanno significato", augurandosi che alla fine la rata possa non essere pagata, ma "è un lavoro complesso", dice.

Una fonte governativa riferisce che il Tesoro "potrebbe aumentare gli acconti Ires e Irap delle banche" per garantire quasi la metà dei 2,4 miliardi necessari.

Già con il decreto che ha abolito la prima rata dell'Imu l'esecutivo aveva aumentato gli acconti, portandoli al 101 dal 100% per le società di capitali.

Se questa fosse la strada, il governo dovrebbe muoversi in fretta: il versamento è in programma questo mese.

Il primo Consiglio dei ministri utile dovrebbe riunirsi venerdì 8 novembre, al ritorno da Dublino del presidente Enrico Letta.

Un'altra ipotesi caldeggiata dal Tesoro consiste nel mantenere l'imposta sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali. Le coperture da trovare si ridurrebbero così a 2 miliardi circa ma il Pdl ha già fatto muro, spiega la fonte.

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