November 5, 2013 / 5:59 PM / 4 years ago

PUNTO 1-Imu, non facile eliminare seconda rata 2013 - Saccomanni

3 IN. DI LETTURA

* Tra le ipotesi l'aumento degli acconti per le banche

* Saccomanni cerca il consenso dei partiti

* La Commissione europea vigila sul deficit (Aggiunge fonte governativa e contesto)

di Francesco Canepa e Giuseppe Fonte

LONDRA/ROMA, 5 novembre (Reuters) - Mano a mano che si avvicina la fine del 2013 diventa più difficile trovare i 2,4 miliardi necessari per eliminare la seconda rata dell'Imu su abitazioni principali, terreni agricoli e fabbricati rurali.

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, incontrando i cronisti a Londra, al termine del vertice con il governatore della Banca d'Inghilterra, Mark Carney.

"Il reperimento delle risorse non è una cosa facile", ha detto l'ex direttore generale della Banca d'Italia.

"Si tratta di trovare consenso politico se si vuole intevenire in un modo piuttosto che in un altro. E naturalmente, con il passare del tempo, le opzioni disponibili si riducono", ha aggiunto il ministro.

L'abolizione della seconda rata è motivo di tensione con la maggioranza. Ne è la prova ciò che ha scritto su Twitter il capogruppo del Pdl a Montecitorio, Renato Brunetta: "Continua a destare tenerezza l'arrampicarsi sugli specchi di Saccomanni. Gli siamo vicini".

Una fonte governativa riferisce che il Tesoro "potrebbe aumentare gli acconti Ires e Irap delle banche" per garantire quasi la metà dei 2,4 miliardi necessari.

Già con il decreto che ha abolito la prima rata dell'Imu l'esecutivo aveva aumentato gli acconti, portandoli al 101 dal 100% per le società di capitali.

Se questa fosse la strada, il governo dovrebbe muoversi in fretta: il versamento è in programma questo mese.

Il primo Consiglio dei ministri utile dovrebbe riunirsi venerdì 8 novembre, al ritorno da Dublino del presidente Enrico Letta.

Un'altra ipotesi caldeggiata dal Tesoro consiste nel mantenere l'imposta sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali. Le coperture da trovare si ridurrebbero così a 2 miliardi circa ma il Pdl ha già fatto muro, spiega la fonte.

Di sicuro c'è che i margini per contenere la spesa pubblica sono molto limitati a meno di due mesi dalla fine dell'anno.

A vigilare sulle scelte del governo c'è la Commissione europea, che ha sollecitato l'Italia a ridurre il costo del lavoro aumentando anche le imposte sulle proprietà.

Presentando questa mattina le stime d'autunno, Bruxelles ha accreditato la tesi che il deficit italiano resterà entro il 3% del Pil nel 2013, incorporando "gli introiti fiscali da raccogliere nei mesi finali dell'anno". Tradotto: l'Italia trovi coperture credibili se non vuole tornare sotto la procedura di infrazione per disavanzo eccessivo.

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