30 ottobre 2013 / 13:23 / tra 4 anni

PUNTO 1-Decadenza Berlusconi, giunta Senato decide per voto palese

* Decisione assunta con 7 voti a favore e 6 contro

* Per Bernini ci saranno effetti su rapporti con Pd, governo

* Ancora non fissata votazione in aula (aggiorna con dichiarazioni, background)

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 30 ottobre (Reuters) - La giunta per il Regolamento del Senato ha deciso oggi che l‘aula di Palazzo Madama dovrà votare a scrutinio palese sulla decadenza da parlamentare dell‘ex premier Silvio Berlusconi, dopo la sua condanna definitiva per frode fiscale.

Lo ha annunciato la senatrice Pdl, Anna Maria Bernini, al termine della attesa riunione di stamani.

La decisione, che provoca nuove tensioni tra Pdl e Pd e getta nuove ombre sulla tenuta del governo, è stata presa con 7 voti a favore e 6 contro (il presidente della giunta, Pietro Grasso, che è anche presidente del Senato, non vota per prassi).

“La giunta ha votato, ha partorito un mostro costituzionale”, ha detto Bernini ai cronisti subito dopo il voto. “E’ stata una decisione contra personam... che modifica in modo surrettizio e anomalo il regolamento del Senato”.

Decisiva nel voto di oggi è stata la scelta di Linda Lanzillotta, di Scelta Civica, che dopo aver espresso dubbi ha poi proposto lo scrutinio palese solo perché la decisione riguarda non “il voto sulla persona” di Berlusconi ma sul suo status di parlamentare, secondo la legge Severino.

La legge Severino dispone l‘incandidabilità o la decadenza per i parlamentari condannati in via definitiva per una serie di reati.

“(Quella della giunta) è stata una decisione molto corretta”, ha detto invece il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda. “Non c‘è stata alcuna modifica del regolamento. Il Senato si trova a giudicare un caso totalmente nuovo, non esiste alcun precedente”.

NUOVI RISCHI PER IL GOVERNO?

Questa mattina, prima della votazione in giunta, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha detto che occorre separare le vicende giudiziarie di Berlusconi dalla vita del governo, che il 2 ottobre scorso ha superato un difficile voto di fiducia dopo che il Pdl aveva minacciato di far cadere il governo.

“Il Parlamento mi ha dato la fiducia con largo consenso. Il pilastro di quel discorso era che l‘Italia ha bisogno di ripresa, di stabilità, e che ci sia separazione tra singole vicende giudiziarie e il destino del governo. E il Parlamento ha dato larga fiducia a quel discorso”, ha detto Letta in un‘intervista a RadioUno Rai.

Ma per il Pdl, che è in maggioranza col Pd e Scelta Civica, il governo è chiamato in causa: “Non posso non pensare che tutto questo non abbia effetti sui rapporti col Pd. Non possiamo pensare che noi diamo i nostri voti per sostenere il governo e il Pd invece usi i suoi per decapitare il Pdl”, ha detto Bernini. E da giorni vari esponenti Pdl ammoniscono che la vicenda di Berlusconi non potrà non avere conseguenze sull‘esecutivo di larghe intese.

TEMPI INCERTI

Il voto di oggi però potrebbe essere non definitivo sulla vicenda. Se almeno 20 senatori chiedessero infatti con un ordine del giorno motivato che in aula si votasse col voto segreto, spetterebbe al presidente Grasso decidere se mettere al voto la proposta, respingerla o rimandarla alla giunta per il Regolamento.

In ogni caso, manca ancora una data per la votazione in aula. Ieri è stata bocciata la richiesta del Movimento 5 stelle di calendalizzare già il voto rinviando la decisione a dopo il dibattito e voto in giunta. Grasso dovrà ora riunire la conferenza dei capigruppo. Il Pd Zanda ha detto che la data sarà “prossima”, ma non ha fatto pronostici.

La scelta di rinviare il voto sul leader del centrodestra a dopo l‘approvazione della legge di Stabilità potrebbe essere proprio un tentativo di porre l‘esecutivo al riparo, almeno per qualche settimana, da eventuali ritorsioni del Pdl.

(Massimiliano Di Giorgio)

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