A2A, no vendita 5% ma svincolo piccola quota patto - Tarantini

martedì 29 ottobre 2013 18:21
 

MILANO, 29 ottobre (Reuters) - La decisione di passare dal sistema duale a quello tradizionale e l'eventuale vendita di una quota fino a circa il 5% di A2A riguarda solo gli azionisti, i comuni di Milano e Brescia, e comunque si tratterebbe di svincolare piccole quote dal patto di sindacato.

E' quanto si è limitato a dire il presidente del consiglio di gestione, Graziano Tarantini. "Sono gli azionisti che decidono", ha sottolineato il manager nel corso dell'audizione congiunta Bilancio, Ambiente e Partecipate con i vertici di A2A.

"Circa quattro anni fa mi sono espresso favorevolmente per il tradizionale, ma non abbiamo interferito. Quanto alle modalità sono cose ancora da vedere. Sul tema della vendita, invece, non si è parlato di vendita ma di liberare qualcosa dal patto, svincoliamo una parte minima dal patto".

In altri termini, si evince dalle dichiarazioni di Tarantini, l'ipotesi è quella di vincolare nel nuovo patto non più il 55% del capitale, ma il 50% più due azioni, lasciando aperta la strada di una futura cessione della quota restante tutta ancora da valutare nella sua tempistica.

A tal proposito, Carlo Monguzzi, presidente della commissione Ambiente, ha detto che i sindaci di Milano e Brescia hanno avviato un "percorso che passerà fra commissione e consiglio e quest'ultimo dovrà dare delle linee guida".

Nelle intenzioni dei due sindaci, il passaggio al tradizionale dovrebbe avvenire con l'assemblea del prossimo giugno con un un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale dei due consigli di gestione e sorveglianza, mentre la vendita di azioni nel 2014, previa approvazione da parte dei consigli comunali di Milano e Brescia entro l'anno.

In realtà a spingere maggiormente per la vendita di quote è soprattutto Brescia alle prese con maggiori problemi di bilancio.

(Giancarlo Navach)

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