Svizzera, Saccomanni allude a incentivi sul piano penale

martedì 29 ottobre 2013 18:11
 

ROMA, 29 ottobre (Reuters) - Il governo pensa di favorire la regolarizzazione dei capitali illecitamente esportati all'estero, principalmente in Svizzera, superando il deterrente del procedimento penale per chi decide di autodenunciarsi e collaborare con il fisco italiano.

Lo ha lasciato intendere il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, nel corso di un'audizione in Senato sulla manovra.

"Noi vorremmo introdurre nuove norme sulla falsariga di quello che ha proposto la commissione presieduta dal procuratore Francesco Greco, che non si configurerebbero come una sorta di scudo fiscale", ha detto il ministro.

Nel dettaglio il governo studia "normative di carattere permanente che stabiliscono il modo in cui viene gestito il rapporto con il contribuente leale e collaborativo e, per contro, come viene gestito il rapporto con il contribuente sleale e non cooperativo".

"Dal combinato disposto di queste nuove norme ci aspetta che ci sia un incentivo. La normativa attuale dice che, se uno si autodenuncia, fa scattare comunque il reato penale e di fatto questa cosa non si materializza. Mentre, invece, con la normativa che la commissione Greco ha esaminato ci sono forti incentivi alla regolarizzazione", ha spiegato l'ex direttore generale della Banca d'Italia.

Di più Saccomanni non dice. Tuttavia, il rapporto della commissione ha sollecitato il governo a prevedere che, qualora l'autodenuncia avvenga prima dell'avvio di attività amministrative o di indagine, si escluda la sanzione penale e si applichino solo quelle amministrative, calibrandone l'importo per tener conto del comportamento collaborativo.

Secondo Saccomanni, per rendere l'operazione efficace occorre che nei paradisi fiscali vi sia l'aspettativa di "una deadline, una scadenza, oltre la quale si chiude il conto e si viene denunciati all'autorità direttamente".

(Roberto Landucci e Giuseppe Fonte)

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