29 ottobre 2013 / 17:00 / 4 anni fa

PUNTO 1-Bankitalia, valore capitale tra 5 e 7 mld - Saccomanni

* Bankitalia, le quote diverranno pienamente scambiabili

* Tetto per evitare che la proprietà sia concentrata

* Gettito una tantum nel 2014, sarà usato per rimborsi debiti Pa (Aggiunge dichiarazioni Saccomanni e contesto)

ROMA, 29 ottobre (Reuters) - Il capitale di Bankitalia ha un valore che oscilla tra i 5 e i 7 miliardi di euro.

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, dopo aver ricevuto il rapporto scritto dai tre esperti Franco Gallo, Lucas Papademos e Andrea Sironi.

"Abbiamo ricevuto il documento preparatorio che copre il tema di qual è la valutazione complessiva delle quote. Questo importo è stato identificato in un range che va grosso modo da 5 a 7 miliardi", ha detto il ministro.

"Dovremo adesso capire in che misura questo importo confluisce nella gestione successiva" dell'operazione di rivalutazione, ha detto Saccomanni annunciando un "provvedimento separato rispetto alla legge di Stabilità".

"Dovremo infatti modificare lo statuto della Banca d'Italia che è approvato con una legge dello Stato".

Il capitale della banca centrale è indicato a 156.000 euro ed è ripartito in 300.000 quote di partecipazione. L'elenco dei soci comprende le principali banche italiane come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Montepaschi e Carige. Grandi soci non bancari sono Generali e Inps.

Con la riforma dell'assetto proprietario il governo vuole chiudere una polemica che si alimenta da anni: Bankitalia sarebbe in conflitto di interessi perché è controllata dai soggetti che deve vigilare.

Le banche vogliono sfruttare la rivalutazione delle quote che possiedono per rafforzare la loro posizione patrimoniale, rendendo più facile raggiungere i requisiti di Basilea III.

Oggi il presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, ha detto di aspettarsi una soluzione che preveda il riacquisto delle partecipazioni da parte di via Nazionale.

Saccomanni, invece, ha lasciato intendere che il governo punta a rendere la Banca d'Italia una public company.

"Bisognerà fare una normativa di carattere fiscale, che a sua volta dipende da come verrà resa mobilizzabile la quota. Le quote devono diventare una sorta di titolo finanziario liberamente scambiabile tra le banche", ha spiegato il ministro, che prima di entrare nel governo di larghe intese è stato direttore generale di Via Nazionale.

"Sarà posto un limite quantitativo massimo in percentuale per evitare quello che è successo adesso: alcune banche hanno una quota molto elevata", ha detto.

Dall'operazione lo Stato incasserà "presumibilmente nel 2014" un gettito una tantum, che il Tesoro ipotizza di utilizzare per rimborsare ulteriori debiti commerciali in conto capitale o altri interventi non strutturali.

(Giuseppe Fonte e Roberto Landucci)

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