29 ottobre 2013 / 14:15 / 4 anni fa

PUNTO 2-Tesoro peggiora Pil 2013 a -1,8%, migliora 2014 a +1,1%

* Saccomanni conferma rapporto deficit/Pil 2013 al 3%

* Tesoro apre su modifiche a cuneo e Tasi

* Emendamenti dovranno essere a saldi invariati (Aggiunge dichiarazioni Saccomanni)

ROMA, 29 ottobre (Reuters) - Il governo peggiora la stima sul Pil del 2013 a -1,8% dal precedente -1,7% indicato il 20 settembre e migliora la previsione del 2014 a +1,1% da +1%.

A presentare il nuovo quadro macroeconomico è il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, nel corso di una audizione in Senato sulla legge di Stabilità.

"Nel terzo trimestre del 2013 il Pil è atteso stabilizzarsi - l'Istat ha dato oggi una indicazione leggermente più negativa, staremo a vedere - mentre nel quarto trimestre concordiamo tutti che ci dovrebbe essere un moderato aumento", ha detto Saccomanni.

"La crescita del Pil si porterà su livelli superiori a partire dal 2015, arrivando a raggiungere il 2% circa nel 2017", ha aggiunto l'ex direttore generale della Banca d'Italia parlando di previsioni sulle quali "c'è consenso".

Il Tesoro conferma al 3% il rapporto deficit/Pil del 2013. Il debito diminuirebbe "dal 132,7% del Pil, atteso per il prossimo anno, fino al 120,1% nel 2017".

Il quadro previsivo è soggetto a tre rischi: interruzione del risanamento, avanzamento meno sostenuto sulle riforme strutturali e rischio di instabilità politica.

"Al netto di questi rischi non mi pare che [il quadro del Tesoro] sia [da considerare] così ottimistico", ha detto Saccomanni.

"Le politiche per la crescita vanno contemperate con il risanamento della finanza pubblica. Per un Paese ad alto debito, il consolidamento dei conti pubblici è condizione necessaria per avviare un solido, duraturo percorso di sviluppo dell'economia", ha proseguito il ministro.

Saccomanni avverte infatti che "Ogni allentamento della disciplina di bilancio si rifletterebbe sui costi di finanziamento del Tesoro. Un tasso di interesse all'emissione più alto di un punto implicherebbe una spesa di quasi 3 miliardi più alta nel primo anno, di oltre 15 nel lungo periodo".

CUNEO FISCALE, MODIFICHE SU PLATEA BENEFICIARI

La manovra ha deluso le aspettative di imprese e sindacati e ha alimentato polemiche con i partiti che compongono la maggioranza.

Una delle critiche più ricorrenti è l'intervento contenuto sul cuneo fiscale, al quale il governo ha destinato poco più di 2,5 miliardi nel 2014 e circa 3 miliardi nel 2015 e nel 2016.

Istat e Bankitalia convergono nel dire che il beneficio diretto per i lavoratori sarà inferiore a 10 euro al mese.

Il ministro difende la legge di Stabilità e rilancia la palla alle Camere: "Poiché nessuno ipotizza di finanziare gli interventi aumentando il disavanzo, chi è favorevole a misure più incisive sul cuneo dovrebbe indicare quali spese ridurre ovvero su quali maggiori entrate fare affidamento".

"Avevamo cominciato a fare simulazioni per importi molto più grossi ma abbiamo visto che sarebbe stato molto difficile attuare in tempi brevi questo tipo di interventi. Siamo comunque disponibili a ridiscutere con il Parlamento l'allocazione di questi sconti cercando di favorire le famiglie numerose o di fare interventi più mirati".

TASI, SI TORNA ALLE DETRAZIONI

C'è anche un altro fattore che spiega la prudenza del ministro: "Il governo ha verificato la possibilità di procedere da subito a misure più incisive sul lato della spesa ma, alla fine, anche in seguito alla verifica dell'impatto dei provvedimenti adottati in materia i cui effetti non risultavano spesso ancora esauriti, ha ritenuto che fosse opportuno rinviare a interventi mirati e selettivi più consistenti riduzioni della spesa pubblica".

Un altro aspetto critico della manovra è l'effetto redistributivo della Trise, la nuova imposta sugli immobili.

La Tasi, la componente della Trise che finanzierà l'illuminazione e la manutenzione delle strade, non contiene un sistema di detrazioni che garantiscano la progressività del prelievo, come accade oggi con l'Imu.

La manovra prevede solo che i comuni possano applicare riduzioni in base alla capacità contributiva delle famiglie. "Questo potrebbe creare significative differenze di trattamento sul territorio nazionale", ha avvertito oggi Bankitalia.

Saccomanni si mostra consapevole del problema: "Non è escluso che si debba tornare alle detrazioni".

(Giuseppe Fonte e Roberto Landucci)

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