Governo, margini di manovra si restringono sempre più - Schifani

martedì 29 ottobre 2013 09:18
 

ROMA, 29 ottobre (Reuters) - La vita del governo di larghe intese è sempre più a rischio, tra gli strappi sulle nomine, l'impianto della legge di Stabilità e soprattutto il rischio che il Senato voti la decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi, dopo la condanna definitiva per frode fiscale.

Lo ha detto oggi il capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani, nel corso di un'intervista televisiva.

L'ex presidente di Palazzo Madama ha anche detto che un'eventuale scissione all'interno del partito di centrodestra tra "falchi" e "colombe" gioverebbe soltanto al Pd di Matteo Renzi, il sindaco di Firenze che dai sondaggi sembra il grande favorito per diventare segretario nelle primarie dell'8 dicembre.

"E' evidente che i margini di manovra e di agibilità di questa maggioranza si restringono sempre di più, giorno dopo giorno", ha detto Schifani, a partire da "l'atteggiamento ostile" del Pd sulle scelte condivise nelle nomine, che nei giorni scorsi ha portato la democratica Rosy Bindi alla presidenza della commissione parlamentare antimafia con l'opposizione del Pdl.

Tra i punti di tensione, anche la legge di Stabilità all'esame del Parlamento, con la polemica sulla nuova tassazione degli immobili: "Vigileremo su queste nuove imposte che vengono introdotte, guai se gli importi dovessero essere pari o addirittura superiori a quelli dell'Imu abolita", ha ammonito Schifani.

Ieri il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta ha detto che la vita del governo è strettamente intrecciata anche alla questione della tassazione degli immobili, e che se la nuova tassazione dovesse essere superiore a quella precedente - come accusa l'associazione dei costruttori, Ance - allora l'esecutivo rischierebbe di cadere.

E sulla vita del governo continua a pesare la questione della decadenza dell'ex premier Silvio Berlusconi, come prevede la legge Severino per i parlamentari condannati per una serie di reati.

Oggi la Commissione per il regolamento del Senato dovrebbe decidere se il voto su Berlusconi avverrà a scrutinio palese o segreto, questione che provoca le ire del Pdl perché, secondo Schifani, si tratterrebbe "di modificare surrettiziamente una norma attraverso un'interpretazione a colpi di maggioranza".

Se poi Palazzo Madama dovesse decidere comunque la decadenza di Berlusconi, principalmente col voto dell'alleato di governo Pd, allora il Pdl si riunirebbe "col presidente Berlusconi, decideremo con lui... Come sempre saremo uniti", ha detto l'esponente di centrodestra.   Continua...