October 23, 2013 / 9:27 AM / 4 years ago

PUNTO 3-Bce annuncia linee guida più rigide per esame banche zona euro

8 IN. DI LETTURA

* Criteri Bce prevedono soglia Common Equity Core Tier 1 all'8%

* AQR riguarderà 128 banche: 24 per Germania, 15 per Italia

* Test Bce si concluderanno a ottobre 2014 (aggiunge commenti)

FRANCOFORTE, 23 ottobre (Reuters) - La Banca centrale europea ha illustrato questa mattina le linee guida dei nuovi criteri da applicare alle maggiori banche della zona euro per una valutazione complessiva.

Un'operazione che mette in gioco la credibilità di Francoforte con l'obiettivo di ripristinare la fiducia nel settore bancario europeo, svelando eventuali rischi nascosti nelle pieghe dei bilanci prima dell'assunzione del ruolo di supervisore unico da parte dell'Eurotower dal novembre del prossimo anno.

Nello spiegare i criteri per testare la sufficiente capitalizzazione delle 128 principali banche della zona euro (pari all'85% del sistema creditizio), la Bce ha reso noto che quelli adottati saranno complessivamente più severi rispetto a quelli delle ultime due tornate di stress test condotti dalla European Banking Authority.

Quest'ultima, infatti, aveva lasciato alle autorità nazionali la discrezionalità nella definizione dei non performing loan. La Bce, invece, ha precisato che tra questi tutte le banche dovranno considerare i crediti scaduti da oltre 90 giorni, come recentemente proposto dalla stessa Eba.

La totalità degli asset nei bilanci delle banche sarà scandagliata, e verranno monitorate sia le attività patrimoniali in senso stretto sia quelle di trading.

"Tutte le tipologie di asset, compresi i non performing loan, i prestiti ristrutturati e l'esposizione ai debiti sovrani saranno coperte", si legge nella nota diffusa dalla Bce.

"L'asset quality review sarà condotta secondo criteri armonizzati... Per esempio (verrà utilizzata) la definizione semplificata usata nella recente proposta dell'autorità bancaria europea (Eba) per le esposizioni non perfoming" spiega la Bce.

Il criterio, ha voluto sottolineare il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, è quello già applicato da Via Nazionale, le cui basi di valutazione sono considerate dal mondo bancario tendenzialmente più severe rispetto a quelle di altri Paesi.

La valutazione della Bce "è un vantaggio per l'Italia perché ora ci sarà una base comune", ha detto a Reuters Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza, nella lista dei 15 istituti italiani che saranno sottoposti alle verifiche.

Si tratta ancora di un elenco provvisorio che comprende, oltre alle banche italiane, 24 istituti per la Germania, 16 per la Spagna, 13 per la Francia, sette per l'Olanda, cinque per l'Irlanda, quattro per Cipro, Grecia e Portogallo.

La valutazione, che sarà condotta sui bilanci al 31 dicembre 2013, partirà il mese prossimo e si chiuderà nell'ottobre 2014, mentre entro novembre 2014, quando la Bce si assumerà il ruolo di supervisiore unico, verranno resi noti gli esiti.

Sul fronte patrimoniale, Francoforte chiederà alle banche un Common Equity Tier 1 dell'8%. La soglia avrebbe potuto anche essere più alta ma il suo raggiungimento potrebbe comunque risultare difficile per alcuni istituti di credito.

"A prima vista il livello dell'8% non sembra particolarmente impegnativo - nel 2011 l'Eba ha adottato un obiettivo del 9% con una soglia di capitale relativamente simile - ma è importante tenere a mente che gli stress test arriveranno dopo l'asset quality review, che porterà a una revisione - anche se parziale - del peso del rischio" scrive Marco Valli, economista di UniCredit, in una nota di commento.

"Come conseugenza, la soglia dell'8% per l'esercizio degli stress test potrebbe richiedere uno sforzo maggiore rispetto alla valutazione facciale", aggiunge.

I Bond Sovrani

Nel novero degli asset da comprendere nell'esame sono stati inseriti, dunque, anche i bond sovrani. Un elemento che ha colto in contropiede qualche analista, anche e soprattutto perché non è chiaro come verranno valutati.

Bundesbank da parte sua preme perché nei test ci siano gradi distinti di rischio per i titoli di Stato emessi nei diversi paesi, tenendo dunque conto della differenza di valutazione del mercato.

Il comunicato stampa Bce non ha fa però alcun riferimento specifico alla ponderazione del rischio dei titoli di Stato, che attualmente sono considerati 'risk free' e quindi non comportano obbligo di accantonamenti.

Nell'ultima tornata di stress test Eba ha imposto alle banche di inserire nei bilanci la valutazione 'mark-to-market' dei titoli di Stato, suscitando le proteste delle banche italiane, particolarmente penalizzate vista la vasta esposizione ai bond sovrani, in quel momento vittime di particolari pressioni dei mercati.

Ignazio Angeloni, direttore generale del dipartimento per la stabilità Finanziaria Bce, illustrando le nuove linee guida, ha detto: "Non abbiamo intenzione di inventarci un nuovo modo di tenere conto dei titoli sovrani".

L'esponente della Bce ha messo però in chiaro che i titoli di Stato rappresentano una parte del rischio in pancia alle banche. "Penso che l'ampiezza della valutazione complessiva permetterà di cogliere anche questa componente".

Sempre Angeloni ha spiegato che nella fase di stress test, in cui verrà misurata la capacità di resistenza a scenari di crisi, la Bce potrà far riferimento ai mercati obbligazionari.

"Rispetto al trattamento dei titoli governativi, riteniamo che gli stress test dovrebbero misurare l'adeguatezza del capitale delle banche in un uno scenario in cui i tassi d'interesse dell'intera zona euro dovessero subire un rialzo più improvviso e veloce delle attese (per esempio legato a una stretta della Federal Reserve), mentre gli spread tra sovrani rimanessero relativamente costanti sui livelli recenti", prevede Valli.

I Salvataggi

In caso di carenza di capitale le banche interessate dovranno cercare di ovviare in prima battuta rivolgendosi al mercato, e solo in seconda istanza, potranno usufruire di supporto pubblico, nel rispetto delle regole nazionali ed europee.

"Prima di tutto, dovrà intervenire il settore privato", ha spiegato Angeloni, illustrando le linee guida. "Una volta che i mercati sapranno di più e una volta che i rischi saranno meglio prezzati, allora gli investitori saranno più pronti a farsi avanti... non possiamo escludere la possibilità che questo non sia immediatamente abbastanza"", ha aggiunto.

In caso di incapacità del Paese di far fronte alle esigenze di ricapitalizzazione è previsto possa intervenire anche il meccanismo europeo di Stabilità, ma sulle modalità di intervento Berlino ha già posto una serie di paletti.

"L'Esm può essere solo usato se un Paese non è in grado di ricapitalizzare le proprie banche da sé. Allora il Paese può presentare richiesta di aiuto al Fondo Salva Stati", ha precisato una nota del ministero delle Finanze tedesco.

Preoccupata di dover supervisionare il settore bancario europeo in assenza di un paracadute comune, la Banca centrale europea ha più volte sollecitato i governi a mettere a punto un Meccanismo di risoluzione unica (Srm) per salvare o chiudere le banche in difficoltà.

Il secondo pilastro dell'unione bancaria è però ancora in via di definizione, visto che tra gli Stati non c'è accordo su quanta parte dei costi di salvataggio debba ricadere sui contribuenti e quanta sui bilanci dei singoli Paesi. Si sono inoltre completamente arenati i piani per la definiziona del terzo pilastro, quello che prevede una garanzia comune sui depositi.

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