September 27, 2013 / 8:11 PM / 4 years ago

PUNTO 4-Governo nel caos, salta decreto Iva, Letta verso fiducia

5 IN. DI LETTURA

* Letta vuole chiarimento con Pdl dopo minaccia dimissioni in massa

* Premier chiederà fiducia Camere su nuovo discorso programmatico

* Saltano misure correzione conti. Aumento Iva scatta primo ottobre

* Pdl contesta coperture decreto, vuole soluzione su immunità Berlusconi (Riscrive con nota Chigi e dichiarazioni Delrio)

di Francesca Piscioneri e Antonella Cinelli

ROMA, 27 settembre (Reuters) - È muro contro muro tra Enrico Letta e i ministri del Pdl e così salta a dopo il chiarimento in Parlamento sulla tenuta del governo il via libera al decreto che congela l'aumento dell'Iva fino al nuovo anno e riporta il deficit al 3%.

"Letta chiederà la fiducia delle Camere su un nuovo discorso programmatico", ha detto il ministro Pd per gli Affari regionali, Graziano Delrio, lasciando la sede del governo al termine di un Consiglio dei ministri di due ore e mezza in cui il capo del governo ha sottoposto ai ministri di Silvio Berlusconi la necessità di avere "un confronto il più duro e netto possibile".

Nei giorni scorsi i parlamentari del Pdl hanno minacciato le dimissioni in massa nel caso in cui il 4 ottobre la Giunta per le elezioni di Palazzo Madama tolga l'immunità di senatore a Berlusconi dopo la condanna definitiva per frode fiscale.

"Non sono disponibile ad andare oltre senza questo passaggio di chiarezza", ha detto Letta in un comunicato.

"Un'efficace azione di governo è evidentemente incompatibile con le dimissioni in blocco dei membri di un gruppo parlamentare che dovrebbe sostenere quello stesso esecutivo. O si rilancia, e si pongono al primo posto il Paese e gli interessi dei cittadini, o si chiude questa esperienza".

Senza un intervento l'aumento della tassa sui consumi dal 21 al 22% scatterà il primo ottobre.

"A questo punto è impossibile evitarlo. L'aumento dell'Iva ci sarà", ha detto Delrio.

Dal Pdl contestano le coperture del decreto. Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha proposto di trovare le risorse aumentando sia le accise sui carburanti sia gli acconti Ires e Irap di novembre sulle società di capitale.

"Niente ipocrisie: non potremmo stare al governo se si aumentassero le tasse e non si tagliassero le spese", ha detto durante il Consiglio dei ministri Angelino Alfano, vicepremier e ministro dell'Interno del Pdl, secondo quanto riferito da una fonte.

"Non vogliamo chiarimenti che servano per tirare a campare. Il governo l'ha voluto il Pdl e il Pdl non si fa scaricare la responsabilità di un'eventuale crisi. Occorre mettere la questione giustizia dentro il chiarimento. Senza questo ogni chiarimento sarebbe ipocrita", ha aggiunto il segretario del Pdl.

L'impasse arriva dopo che Letta ha incassato in serata il pieno sostegno del Quirinale sull'intenzione di tenere in sede di Cdm e alle Camere un chiarimento sul futuro del suo esecutivo delle larghe intese.

Torna Adagio Pdl Su Giustizia

"Nell'incontro c'è stato il pieno consenso da parte del presidente della Repubblica sul percorso che il presidente del Consiglio gli ha rappresentato intendendo seguirlo in sede di Consiglio dei ministri stasera e successivamente, a breve in sede di Parlamento", ha riferito l'ufficio stampa del Quirinale al termine del colloquio di circa un'ora e mezza tra Giorgio Napolitano e Letta di oggi pomeriggio.

Oltre alla questione delle coperture i ministri di Berlusconi hanno vincolato la loro permanenza al governo al leit motive del partito, la giustizia.

"Per i ministri del Pdl non si va da nessuna parte se dal chiarimento si esclude la questione giustizia", aveva riferito una fonte.

"Silvio Berlusconi tra qualche mese comunque uscirà dal Parlamento, perché questo accanimento? Il Pd deve consentire che la Corte Costituzionale dia la sua valutazione su una legge che si applica per la prima volta per fatti compiuti prima della sua entrata in vigore", ha precisato il capogruppo del Pdl in Senato, Renato Schifani, in merito al voto della Giunta sulla decadenza del Cavaliere.

Oggi Abi, Alleanza cooperative, Ania, Confindustria e Rete imprese Italia in una nota congiunta hanno espresso preoccupazione per il rischio di una crisi di governo e dicono che "serve stabilità per agganciare la ripresa".

Lo spread con i bund tedeschi ha toccato i 270 punti base, in corrispondenza dei massimi dallo scorso 13 settembre mentre la Borsa di Milano ha chiuso male a -1,27% sui venti di crisi.

"Finché non ci sarà un chiarimento sulla situazione politica in Italia la volatilità resterà alta. A questo si aggiungono le voci di un downgrade sul Paese", ha osservato un trader.

E ha detto stasera Letta: "Non ho alcuna intenzione di vivacchiare o di prestare il fianco a continue minacce e aut-aut. Quanto accaduto mercoledì scorso proprio mentre rappresentavo l'Italia all'assemblea generale delle Nazioni Unite - contestualità non casuale - è inaccettabile".

--Ha collaborato Giuseppe Fonte

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below