Draghi ricorda lezione di Spaventa: Italia beneficia di euro

giovedì 26 settembre 2013 17:35
 

MILANO, 26 settembre (Reuters) - L'Italia è il paese che più di ogni altro ha tratto beneficio dall'euro e, nello stesso tempo, quello che, di fronte alla ripresa mondiale, finisce, per sue colpe, per restare ai margini.

Sono pensieri di Luigi Spaventa, economista scomparso all'inizio di quest'anno, che Mario Draghi ha scelto insieme ad altri - "contributi di idee e di critica ancor oggi preziosi" li definisce il presidente della Bce - per ricordarlo all'interno del saggio "Luigi Spaventa economista civile".

"Ricordiamoci, perchè tanto spesso lo si dimentica, che l'Italia è il Paese che più di ogni altro ha tratto beneficio dall'euro. Come avviene per ogni grande debitore, a metà degli anni '90 gravava sul bilancio pubblico italiano un onere di interessi elevatissimo" scriveva Spaventa nel 2003, spiegando come l'arrivo della moneta unica avesse contribuito, insieme alle misure dell'allora ministro del Tesoro Ciampi, alla riduzione del costo del debito.

E nella chiave del contributo ancora prezioso Draghi ricorda, nell'ambito della raccolta delle testimonianze dei colleghi di una vita che verrà presentata domani all'Università Bocconi, un altro articolo scritto da Spaventa, sempre nel 2003, che evidenziava l'incapacità dell'Italia di agganciarsi alla ripresa mondiale.

"In queste condizioni della ripresa mondiale, neppur troppo intensa, ci toccheranno le briciole. Contare solo su di essa significa rassegnarsi a vivacchiare. Solo un paio d'anni fa i propositi erano diversi: poche ma sostanziose misure attuate in breve tempo ('cento giorni') avrebbero iniettato nel sistema lo stimolante per una crescita sostenuta e meno dipendente dalla congiuntura estera" scriveva l'economista, sollevando un tema che 10 anni dopo si ripropone, se possibile, con maggior drammaticità.

Draghi ricorda poi la comune stagione al ministero del Tesoro, lui come direttore generale, Spaventa come membro di commissioni del ministero. E dell'economista ricorda gli stimoli di 20 anni fa su temi poi diventati prassi nella gestione del debito pubblico: l'esigenza di allungare la vita del debito, la necessità di far diventare i Btp, in quanto a tasso fisso, la fetta principale del debito, l'idea di creare un mercato telematico dei titoli di Stato (anni dopo Spaventa diventerà presidente di Mts) e quella di avere un programma annuale delle emissioni dei titoli di Stato.

Il presidente della Bce oggi riconosce che da queste raccomandazioni nacque "un'azione di profondo rinnovamente della Direzione generale del Tesoro" e "la sua emancipazione dalla Banca d'Italia".

(Luca Trogni)

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